Pini storici, appello contro il taglio

Martinsicuro. La consigliera Lattanzi: altre soluzioni per riqualificare via Battisti
MARTINSICURO. «Ho protocollato una proposta per affrontare in maniera diversa la riqualificazione di via Battisti». Ad annunciarlo è la la consigliera di minoranza Simona Lattanzi (Bene Comune) per sollecitare l’amministrazione a rivedere l’intervento di riqualificazione che rientra nel piano da due milioni di euro per la zona a ridosso del Tronto. «Il progetto prevede il rifacimento del marciapiede previo abbattimento dei pini», ricorda l’esponente dell’opposizione, «nel 1963 la prima amministrazione comunale di Martinsicuro mise a dimora quegli alberi, così come in via Piemonte, per celebrare l’autonomia da Colonnella. I pini rappresentano quindi un grande valore storico e di identità per le generazioni presenti e future».
Per Lattanzi gli alberi in qustione sono «un condominio di biodiversità che va considerato come presidio di salute pubblica che ha un valore di circa 20mila euro». La proposta alternativa al taglio è di «realizzare un solo piano viabile senza marciapiede, dove trovino spazio il senso unico dei veicoli, la pista ciclopedonale e il parcheggio, lasciando ad ogni pino una porzione di terreno permeabile». Si tratta di «una progettazione conservativa e funzionale per un effettivo recupero di vivibilità nella zona; una soluzione che risulterebbe anche meno complicata e dispendiosa e che eliminerebbe le barriere architettoniche, pur lasciando intatta la morfologia storica della via». La consigliera fa rilevare inoltre che «nel piano del verde, a disposizione dell’amministrazione ma che inspiegabilmente non è ancora stato reso operativo dal consiglio, vengono illustrate le corrette modalità di intervento per affrontare le criticità create al manto stradale e alle pertinenze private, con soluzioni efficaci che permettono di preservare il valore insostituibile di queste alberature. Basterebbe avvalersi di questo strumento, già pagato dai cittadini, per ottenere il massimo risultato anche in termini sociali e di inclusione».
Sandro Di Stanislao

