Piscina chiusa, scatta la protesta

Genitori infuriati: «Stufi di portare i nostri figli a Roseto e Nereto»
GIULIANOVA. «Sono quasi due anni che siamo costretti ad andare a Roseto o a Nereto in piscina. Per noi sta diventando pesante». Non ce la fanno più alcuni genitori che per anni hanno portato i loro figli a nuotare a Giulianova e che speravano in una riapertura dell’impianto in questo periodo. La piscina comunale è chiusa da febbraio 2023 e i lavori, in un primo momento, avrebbero dovuto concludersi a ottobre.
Ad agosto dell’anno scorso, però, c’è stata la sospensione dei lavori perché il ministero doceva controllare lo stato di avanzamento e ha disposto miglioramenti al progetto. Qui dunque che si è creato l’intoppo tra il ministero e il progettista. Sono passano mesi e il Comune si è fatto carico dei costi in più per le migliorie attraverso l’uso dei ribassi d’asta. A fine gennaio sono ripartiti i lavori. Una volta conclusi questi ultimi, si dovrà comunque procedere al collaudo e anche all’affidamento della gestione dell’impianto sportivo. Secondo quanto affermato un mese fa dall’assessore ai lavori pubblici Matteo Francioni l’intervento sta procedendo senza intoppi e a inizio 2025 la piscinadovrebbe essere fruibile da parte della cittadinanza. Fino ad ora sono state realizzate le due vasche in cemento armato, la principale e la più piccola, il vano tecnico in cemento armato, le tubazioni e canalizzazioni delle vasche, gli accessi esterni e i bagni. Manca però il rivestimento delle vasche con le piastrelle, la pavimentazione a bordo piscina, le canalizzazioni per l’aria e il montaggio dei nuovi impianti di accumulo delle acque. (l.v.)

