Piscina, D’Alberto accusa la giunta Brucchi

4 Giugno 2018

Campana (Al centro per Teramo) al leader del Popolo della famiglia Adinolfi: «Lasci in pace il vescovo»

TERAMO. Se la piscina comunale dell’Acquaviva, dopo mesi di stop, rischia di rimanere chiusa anche in estate la colpa è della passata amministrazione Brucchi. È quando sostiene il candidato sindaco del centrosinistra Gianguido D’Alberto, dopo che ««l’associazione temporanea di imprese che dovrebbe subentrare che non riesce ad entrare in possesso delle chiavi ed una struttura che necessita di importanti lavori di adeguamento prima di poter tornare in funzione». «Per anni», dichiara D’Alberto,«abbiamo denunciato in consiglio comunale la scellerata e fallimentare gestione degli impianti sportivi comunali, a partire proprio dall’Acquaviva, da parte dell’amministrazione Brucchi. Amministrazione i cui principali esponenti si ripresentano alle elezioni in diverse liste, pur nel disperato tentativo di prendere le distanze dal famigerato Modello Teramo».
Ed è polemica sulle dichirazioni di Mario Adinolfi, il leader del Popolo della famiglia che ha chiesto esplicitamente l’appoggio del vescovo Lorenzo Leuzzi ai candidati del suo movimento. Parole che non sono piaciute a Guido Campana, candidato consigliere della lista Al centro per Teramo che sostiene Mauro Di Dalmazio. «Ho ascoltato le parole di Mario Adinolfi», scrive Campanma in una nota, «le ho ascoltate ma non le ho capite. Che messaggio ha lanciato il leader del Popolo della Famiglia? In pratica, ha chiesto al vescovo di sostenere pubblicamente i laici cattolici del suo movimento. Credo che le sue dichiarazioni siano strumentali. In ogni lista, in ogni partito e in ogni schieramento sono presenti cristiani cattolici che, in queste elezioni amministrative, tutti i giorni, si spendono e combattono per quei valori. Non si può scomodare così il nostro vescovo, non gli si può chiedere di prendere una posizione così netta e decisa, significherebbe non prendere in considerazione tutti quei laici cattolici presenti nelle altre liste, civiche e non. I candidati che hanno nei valori cristiani il principio portante e la motivazione più forte, proprio della loro candidatura, non sono soltanto quelli del Popolo della Famiglia; sono un popolo sì, ma molto più grande rispetto a quello di un movimento politico».