Piscina, gara bis Ci riprovano le stesse due società
TERAMO. Acquaviva nuoto e Asi ci riprovano. Le due società natatorie, escluse per l'irregolarità della documentazione presentata dalla prima gara di affidamento in gestione della piscina comunale,...
TERAMO. Acquaviva nuoto e Asi ci riprovano. Le due società natatorie, escluse per l'irregolarità della documentazione presentata dalla prima gara di affidamento in gestione della piscina comunale, sono le uniche concorrenti tornate in pista dopo la riapertura del bando. Il nuovo termine fissato dall'amministrazione per la presentazione delle offerte è scaduto ieri a mezzogiorno e come dieci giorni fa, quando si è chiusa la procedura poi andata a vuoto, in municipio sono arrivate solo due buste: quella dell'Acquaviva nuoto di Donato Colangeli e quella dell'Asi rappresentata da Enzo Petrella. Saranno di nuovo loro a contendersi la gestione della piscina per un anno con possibile prolungamento della convenzione a quello successivo. L'apertura delle buste è prevista per oggi e se a differenza di quanto è capitato la volta scorsa almeno una delle due società avrà presentato tutti i documenti richiesti, l'amministrazione procederà all'affidamento. Completato questo passaggio burocratico, dovrebbe mancare davvero poco alla riapertura dell'impianto rimesso in sesto dal Comune con lavori costati circa 90mila euro e ormai in fase di ultimazione.
Proprio mentre spirava il termine per la presentazione delle offerte nella sala consiliare del Comune, ieri mattina, infuriava l'ennesima polemica sui conti delle gestioni pregresse della piscina che hanno visto coinvolte anche le società di Colangeli e Petrella. La questione, infatti, è stata al centro della seduta della commissione di vigilanza riunita dal presidente Maurizio Verna. A riproporre gli interrogativi sui rapporti tra l'ente e i passati gestori per il pagamento delle utenze e le contribuzioni versate alle società dal 2007 in poi per la manutenzione dell'impianto è stato il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto. Il consigliere, oltre a sottolineare il problema della mancata volturazione delle bollette da cui è scaturito un contenzioso da 240mila euro su chi deve pagarli, ha chiesto chiarimenti sull'effettiva erogazione e l'utilizzo di stanziamenti annuali che negli ultimi anni sono oscillati tra 50mila e 80mila euro. «Dalla seduta è emerso che non esiste alcuna rendicontazione degli interventi manutentivi a cui l'erogazione delle somme doveva fare riferimento», osserva il capogruppo dei democratici, «ma, fatto ancor più grave, quelle cifre in realtà non sono state versate alle società ma utilizzate a scomputo per la copertura dei costi delle utenze». A detta di D'Alberto, insomma, si è creato un circolo vizioso che ha indotto l'ente a destinare le somme in questione al pagamento delle bollette anziché alla manutenzione della piscina, per cui i lavori non sono mai stati fatti dai gestori e l'impianto è finito in degrado. «Tanto che nelle ultime settimane», insiste il consigliere, «l'amministrazione ha dovuto spendere 90mila euro per ricreare le condizioni minime di utilizzabilità dell'impianto».
Secondo il dirigente ai lavori pubblici Remo Bernardi, però, i lavori sono stati realizzati anche durante la passata gestione e la loro rendicontazione non era richiesta negli accordi tra l'ente e i gestori. Motivazioni che non hanno convinto il capogruppo grillino Fabio Berardini per il quale si tratta di un caso di «sperpero di denaro pubblico».(g.d.m.)
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