Piscina, gestione a una cordata teramana

Affidamento a un gruppo di sei società che verseranno al Comune 39mila euro l’anno. Al via i lavori per la riapertura
TERAMO. Sarà una cordata teramana a gestire la piscina dell’Acquaviva. Il Comune ha affidato l’impianto per un anno, con possibile rinnovo per quello successivo, al raggruppamento formato da Pretuziana, Delfino club, Teramo nuoto, H2o, Rari Nantes e Pinguino nuoto. Il cartello delle società teramane, alcune delle quali già impegnate nella gestione di altre strutture simili, ha presentato l’offerta ritenuta migliore dalla commissione che ieri mattina, in Comune, ha completato l’esame delle proposte avviato il giorno prima. La verifica sulla regolarità della documentazione e il contenuto tecnico ed economico dei progetti gestionali ha interessato sei proponenti di cui quattro con sedi fuori regione. L’altra società teramana in gara era la polisportiva Interamnia, mentre una capofila ascolana guidata l’associazione temporanea d’impresa di cui faceva parte anche l’Acquaviva nuoto che opera in città.
Dalla capitale sono arrivate le proposte della Centro nuoto Roma e della Ssd Roma nuoto, che hanno completato il lotto delle concorrenti insieme all’associazione temporanea d’impresa costituita da Acquasport e Blu Water di Terni. La cordata teramana si è aggiudicata la gestione della piscina coperta impegnandosi a versare un canone annuo al Comune di 39mila euro.
Nei prossimi giorni, dunque, saranno avviati gli interventi necessari sulla vasca, che andrà pulita e riempita, e sugli spogliatoio della struttura chiusa oltre due mesi. Le porte dell’impianto, infatti, sono state sbarrate a inizio dicembre, quando è scaduta la convenzione con l’Asi Teramo che aveva gestito la piscina nei due anni precedenti. La società uscente non ha ritenuto di partecipare alla gara anche perché ha un contenzioso aperto con il Comune per bollette non pagate. L’ente ha richiesto all’Asi circa 200mila euro per consumi energetici riferiti al periodo in cui ha gestito la struttura dell’Acquaviva. La società, però, ritiene che la somma non è accertata da una documentazione idonea comprovare gli esborsi anticipati dal Comune per le utenze e che quanto meno dal totale andrebbero decurtati i costi delle opere di manutenzione da lei realizzate. Il conflitto ha coinvolto anche l’uscita di scena dell’Asi che è stata costretta di fatto ad abbandonare la struttura quando gli uffici comunali hanno scollegato acqua, luce e gas. La società, che avrebbe prolungato la gestione almeno fino al termine del 2017 in base a un’interpretazione estensiva della convenzione, ha dunque presentato un esposto alla procura della Repubblica. Il nuovo gestore non beneficerà del contributo di 50mila euro annui in precedenza assegnato dall’amministrazione, ma cancellato dal commissario Luigi Pizzi per far quadrare i conti dell’ente. In compenso avrà mano libera nella determinazione delle tariffe per gli utenti. (g.d.m.)
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