Piscina, il Comune stacca la luce e il gas

13 Dicembre 2017

Guerra tra uffici tecnici e gestori che presentano un esposto. Scaduta la convenzione, non è stata concessa la proroga

TERAMO. Non avrebbero chiuso i battenti se il Comune non gli avesse tolto acqua, luce e gas. L'Asi Teramo, che fino a due giorni fa gestiva la piscina dell'Acquaviva, e le altre società natatorie che utilizzavano l'impianto sarebbero rimaste al loro posto anche dopo la scadenza della convenzione fissata al 1°dicembre. Lo avrebbero fatto in base a un articolo dell'accordo con l'ente che, oltre alla data di conclusione del rapporto, implicherebbe una sorta di proroga tacita della gestione fino all'individuazione del nuovo affidatario. Sarà il giudice, dunque, a stabilire chi ha ragione nel braccio di ferro, che si protrae da mesi tra le società sportive e l'ufficio tecnico del Comune, culminato nella chiusura forzata dell'impianto da ieri mattina. L'Asi Teramo, assistita dall'avvocato Paola Petrella, infatti ha presentato un esposto in Procura nel quale chiede la verifica della legittimità del comportamento tenuto dall'ufficio tecnico dell'ente che ha disposto lo scollegamento delle utenze nell'impianto dell'Acquaviva rendendolo di fatto inutilizzabile e costringendo le società a sospendere le attività di nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato che coinvolgono oltre 400 giovani atleti.
In forza della clausola contenuta nella convenzione, che secondo l'interpretazione del gestore avrebbe garantito una proroga nell'utilizzo della piscina al di là della scadenza temporale dell'accordo, i gruppi sportivi hanno raccolto quote per le attività in vasca fino al 31 dicembre, A suggerire che la gestione dell'impianto sarebbe proseguita oltre il termine contrattuale era anche la prassi seguita l'anno scorso, quando la struttura era rimasta aperta nonostante la scadenza della convenzione e in assenza di un provvedimento che prolungasse l'intesa con la e società affidataria dal 2015. Questa volta le cose sono andate in modo diverso e in mancanza di una mediazione politica da parte dell'amministrazione la struttura tecnica del Comune si è rivelata inflessibile fino al punto di togliere acqua, luce e gas alla piscina. Le tensione tra gestore ed ente, però, non sono nate in prossimità della scadenza della convenzione, ma si trascinano da mesi. Archiviate questioni in sospeso relative all'accertamento dei consumi e dei relativi costi dell'utenze per il periodo precedente al 2015, in ottobre è riemerso un problema analogo. Il Comune, infatti, ha richiesto all'Asi Teramo un arretrato di 150mila euro per bollette non pagate. La società, anche sulla scorta delle situazioni pregresse che a suo dire avevano evidenziato errori di calcolo da parte dell'amministrazione, si è di fatto rifiutata di versare la somma richiesta chiedendo nuove verifiche sul consumo effettivo di acqua, luce e gas. Oltre a questo l'Asi ha accampato spese di manutenzione sia della piscina scoperta, utilizzata nel periodo estivo, che dell'impianto coperto per circa 82mila euro che sono state rimborsare solo a metà dall'ente. Il gestore ha proposto di scontare quanto meno la quota corrispondente a un bimestre sull'importo totale preteso dal Comune, ma la trattativa non è andata a buon fine. La questione, dunque, si è trascinata fino al 1° dicembre, giorno in cui gli uffici hanno comunicato all'Asi la cessazione dell'affidamento concedendo una brevissima proroga tecnica. Il lunedì successivo, pochi minuti prima che fosse decretata la caduta dell'amministrazione per le dimissioni della maggior parte dei consiglieri, la giunta tra i suoi ultimi provvedimenti ha inserito l'approvazione del bando per la proroga temporanea della gestione della piscina. L'atto, che a quanto pare dev'essere ancora pubblicato e dunque al momento risulta inefficace, non è servito a scongiurare la chiusura dell'impianto. Il problema potrebbe essere risolto dal commissario prefettizio Luigi Pizzi, ma data la situazione è difficile che adotterà provvedimenti in tempi brevi.
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