Piscina, rischio stop e la Rari Nantes va al Michelangelo

29 Agosto 2015

TERAMO. La società sportiva Rari Nantes Teramo ha annunciato sul proprio profilo facebook alle famiglie dei propri tesserati (nel complesso 280) che, dal prossimo settembre, i corsi di nuoto...

TERAMO. La società sportiva Rari Nantes Teramo ha annunciato sul proprio profilo facebook alle famiglie dei propri tesserati (nel complesso 280) che, dal prossimo settembre, i corsi di nuoto abitualmente tenuti nella piscina comunale coperta dell’Acquaviva si svolgeranno nella piscina privata dell’hotel Michelangelo.

La decisione scaturisce dall’incertezza che avvolge il futuro dell’impianto comunale dell’Acquaviva, che l’amministrazione comunale vorrebbe dare in gestione a una cordata di imprenditori con la quale è da tempo in trattativa. Il problema principale, in realtà, è il degrado della struttura. Chi subentrasse nella gestione dovrebbe svolgere costosi e complessi lavori di ristrutturazione, durante i quali l’impianto dovrebbe restare chiuso. «Noi non potevamo restare in questa incertezza», dice Luisina Spinozzi, presidente della Rari Nantes, «e abbiamo dovuto decidere di andare al Michelangelo perché le attività agonistiche devono ricominciare. Peccato che il gruppo del nuoto sincronizzato rischi di ridurre l’attività per un problema di spazi, e la pallanuoto è a rischio». Tornando alle condizioni strutturali della piscina: nella settimana che sta per concludersi era previsto un incontro tra Comune, vigili del fuoco e Asl per valutare se l’impianto dell’Acquaviva potrebbe riaprire così com’è con una gestione provvisoria, ma l’incontro è slittato alla prossima settimana. L’incertezza, insomma, prosegue. E il tempo ormai stringe.

Intanto un altro problema sta angustiando da alcuni giorni gli utenti della piscina comunale scoperta. La ditta di Roma a cui era stata affidata dal Comune la manutenzione dei pannelli solari della piscina coperta ha staccato l’impianto e questo significa che per gli utenti della vicina vasca scoperta – che resterà in attività, gestita dall’Asi, fino a fine settembre – è impossibile fare le docce calde. «Abbiamo avuto una stagione magnifica», dice Enzo Petrella dell’Asi, «non si era mai vista tanta gente, ma adesso non riusciamo a dare il servizio docce. Il Comune conosce il problema, ma finora non si è risolto nulla e nessuno mi dà una risposta certa. Faccio notare che per la gestione abbiamo pagato 17mila euro».(d.v.)

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