Piscina scoperta, l’apertura è a rischio

3 Giugno 2018

Per la messa a norma servono 67mila euro, ma il Comune ne ha meno della metà e ritarda il via libera agli interventi

TERAMO. Senza soldi e un provvedimento urgente l’estate passerà con la piscina all’aperto inutilizzabile. A più di tre mesi dalla conclusione della gara per il riaffidamento delle due vasche dell’Aquaviva, perché in ballo c’è anche quella coperta che le migliori previsioni indicavano in funzione già per Pasqua, il gruppo di società natatorie che si è aggiudicato l’appalto non ha alcuna certezza su quando potrà avviare le attività programmate.
TEMPO SCADUTO. Stando ai tempi dettati dalla convenzione il nuovo gestore avrebbe dovuto avere la disponibilità della piscina scoperta a partire da venerdì, ma la consegna delle chiavi al momento resta sulla carta. «È tutto bloccato», fa sapere Luca Primoli, rappresentante delle società assegnatarie, «per una sorta di corto circuito tra gli uffici del Comune». La questione si trascina da fine febbraio, quando la proposta del suo gruppo venne ritenuta la migliore tra quelle presentate in municipio. «I tecnici dell’ente hanno controllato in modo minuzioso tutta la documentazione prima della conferma dell’affidamento», spiega Primoli, «un po’ di rigidità in questo passaggio ci sta, ma si è concluso il 4 aprile e non abbiamo ancora risolto nulla».
MANCANO FONDI. I problemi principali sono emersi all’atto della stesura del cosiddetto “verbale di consistenza” degli impianti, un atto che cristallizza lo stato delle strutture al momento della consegna e delinea gli interventi necessari. «È venuta fuori imbarazzante», afferma Primoli, «per le enormi carenze riscontrate nel corso del sopralluogo». Tra problemi tecnici e interventi necessari di pulizia e igienizzazione di vasche altri ambienti è stata calcolata una spesa di 67mila euro che, stando alla nuova convenzione, va a carico del Comune. Il documento che fissa il costo di opere e attrezzature per rimettere pienamente in funzione le vasche è datato 7 maggio, ma finora l’ente non ha stanziato un centesimo. «L’ufficio tecnico ha previsto lavori per 30mila euro, meno della metà di quanto serve», chiarisce Primoli, «ma manca il via libera definitivo da parte della Ragionieria».
LA PROPOSTA. Considerate le difficoltà nel reperimento dei fondi il gestore ha prospettato una soluzione alternativa. Dietro garanzia di un rinnovo in partenza dell’affidamento annuale, estendendolo subito a quello successivo come previsto nella convenzione, le società sarebbero state pronte ad accollarsi il costo dei lavori scalandolo sul canone dovuto all’ente. «Per il biennio dobbiamo versare 94mila euro», chiarisce Primoli, «e scomputando i 67mila euro per i lavori al Comune sarebbe rimasto comunque un margine d’introito». La proposta, però, non è stata accolta e così le piscine restano chiuse.
SI RISCHIA LA LITE. Il tempo intanto passa e ne resta davvero poco rimettere in funzione la vasca all’aperto prima che l’estate voli via. Solo per far arrivare almeno uno dei filtri necessari per la pulizia dell’acqua ci vuole più di un mese, stando ai calcoli del gestore. «Se l’ordine partisse oggi», spiega, «dovremmo comunque aspettare metà luglio». Gli incassi ipotizzati nel periodo della Coppa Interamnia sono già bruciati, ma a fine giugno arriveranno comunque 80 ombrelloni e 120 sdraio ordinate a suo tempo e da pagare. «A quel punto saremmo costretti a chiedere un risarcimento al Comune per il danno subìto», annuncia Primoli. A meno che il nuovo sindaco non accetti la proposta dei gestori, consenta loro di avviare gli interventi minimi necessari a far aprire la piscina almeno per agosto.
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