Piscine e teatro romano: ecco le prime scadenze

18 Maggio 2023

A inizio giugno la consegna dei lavori per sistemare le due vasche all’Acquaviva Entro lo stesso mese si chiude la gara sul recupero dell’area archeologica

TERAMO . Non solo nomi e deleghe. L’avvio della consiliatura post-elezioni sarà caratterizzato da scadenze immediate che interessano alcuni degli interventi strategici legati al recupero di spazi e contenitori urbani. Per l’inizio di giugno è previsto il via libera al progetto di riqualificazione delle piscine dell’Acquaviva. È in corso, infatti, la verifica da parte degli uffici dell’unica offerta arrivata nella gara d’appalto, chiusa a fine aprile, collegata al project financing per la rimessa a nuovo e la gestione della vasca all’aperto, da far entrare in funzione durante l’estate, e di quella al chiuso.
L’unica offerta è stata quella del raggruppamento formato dalla società Pretuziana nuoto e dalla società di ingegneria Landbau Srl che è anche il proponente dell’opera messa a bando dal Comune per tre milioni di euro. La spesa, oltre che dai privati, è coperta per un milione con fondi del Pnrr destinati dall’amministrazione e per l’utilizzo dei quali sono previsti tempi contingentati. Entro il 2026 il cantiere dovrà essere chiuso, per la procedura va accelerata. Dagli uffici è stata chiesta al gruppo proponente un’integrazione documentale che è stata depositata e dunque, salvo ulteriori imprevisti, a breve le due società potranno avviare i lavori. Entro giugno è in calendario anche la chiusura della gara europea per completare il cosiddetto recupero funzionale del teatro romano. In questo caso l’appalto è da 7,73 milioni di euro e consentirà di riutilizzare l’area archeologica, liberata con l’abbattimento di casa Salvoni e del moncone di palazzo Adamoli, come arena da 600 posti per spettacoli. I fondi provengono da un protocollo sottoscritto a suo tempo da Comune, Regione, ministero dei Beni culturali e Fondazione Tercas, con l’aggiunta recente di una cospicua somma reperita tramite il Cis (Contratto istituzionale di sviluppo). La conclusione dei lavori è fissata entro tre anni dall’affidamento dell’appalto.
Al Pnrr e alla tempistica di impiego delle risorse è legato, inoltre, il recupero del cineteatro Comunale. Si tratta di un investimento da dieci milioni di euro per un’opera che andrà in appalto entro fine luglio, con scadenza 2026. L'ingresso sarà spostato su corso San Giorgio e occuperà anche gli spazi attualmente in uso al negozio di abbigliamento al primo piano e nel seminterrato. Ci saranno un bar e una prima sala intermedia da 150 posti. Quella principale ne avrà 800, con un palcoscenico che consentirà di allestire scenografie complesse: prevista la realizzazione di balconate. La sala, dotata di un’acustica idonea a teatro e lirica, sarà anche impostata per proporre la proiezione di film. Nel seminterrato saranno aperti ulteriori spazi, di dimensioni contenute, da destinare a iniziative di nicchia o comunque a minor afflusso di pubblico, da mettere a disposizione di associazioni, compagnie e altre realtà che operano sul territorio. Per completare l’intervento, però, potrebbero servire ulteriori risorse di cui l’amministrazione avvierà la ricerca. «Il primo impegno è di rispettare tutte le scadenze più imminenti, in particolare quelle legate al Pnrr», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «portando avanti il percorso che abbiamo avviato anche sul recupero del teatro romano e sugli interventi per la ricostruzione». (g.d.m.)
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