Pista ciclabile, il centrosinistra «Troppe risposte non date»

2 Novembre 2019

SILVI. «Chi afferma che le minoranze siano contro il progetto della pista ciclabile è in mala fede o, peggio ancora, tende a mistificare la realtà dei fatti». Esordisce così una nota dei consiglieri...

SILVI. «Chi afferma che le minoranze siano contro il progetto della pista ciclabile è in mala fede o, peggio ancora, tende a mistificare la realtà dei fatti». Esordisce così una nota dei consiglieri di centrosinistra di Silvi, che ricordano: «Gli attuali 900mila euro ad oggi spesi per la parte di ciclabile, e gli ulteriori un milione e 400mila, sono nelle disponibilità proprio grazie alla perseveranza e alla tenacia dell'attuale minoranza. Così come è in mala fede», continuano, «chi afferma che le associazioni intervenute nel consiglio comunale dello scorso 29 ottobre siano tutte in accordo con la progettualità presentata e con le scelte adottate».
«Sono tanti, ancora troppi e non definiti gli aspetti che meritano attenzione e a cui in occasione del consiglio, a domanda diretta, non è stata data risposta», sostiene il consigliere Vito Partipilo, «in primis l’aspetto sicurezza: come si pretende sicurezza nei punti dove la ciclabile finisce per essere a ridosso della doppia carreggiata veicolare senza alcuna minima barriera di delimitazione?». Partipilo evidenzia anche carenze di documentazione sui 54 pini «che a detta della relazione dell’agronomo potrebbero, a seguito dei lavori della ciclabile, essere pericolosi e non compatibili con lo stesso percorso. Non risultano agli atti le prove di carico e le relative misure che rendono ad oggi 24 pini, battezzati come a fine vita, pericolanti e insicuri, e gli ulteriori 54 a rischio».
Il centrosinistra definisce «risicata e mediocre» la presentazione progettuale fatta in consiglio e conclude: «Un progetto così significativo non può essere liquidato con un secco e triste “adesso comandiamo noi e decidiamo noi”, testuali parole utilizzate nella chiusura della presentazione da parte dell’assessore competente».