Pista ciclabile sul Vibrata Lavori di nuovo bloccati

La variante progettuale necessaria per proseguirli non è ancora approdata nel consiglio di Alba. E ora la documentazione potrebbe tornare in Regione
ALBA ADRIATICA. Lavori di nuovo fermi da quasi un mese, mega variante progettuale non ancora calendarizzata e documentazione che sembra dover tornare al vaglio della Regione: così rischia seriamente di saltare il completamento previsto entro giugno della nuova pista ciclabile lungo il torrente Vibrata, che dovrebbe collegare Alba Adriatica a Corropoli ma che mostra ancora diversi tratti incompleti o scollegati l’uno dall’altro. Eppure solo l’11 febbraio, dopo un altro lungo stop dovuto anche alla necessità di definire nuovi espropri da parte dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, i lavori sembravano essere ripartiti dalla fine del tracciato, ossia dalla zona industriale del bivio di Corropoli, a ritroso verso il mare, lungo la strada albense di via del Vecchio Forte. I lavori si sono invece bruscamente interrotti poche settimane dopo.
Diverse, del resto, sono le criticità da risolvere per completare la pista: in alcuni punti il torrente Vibrata ha divorato gli argini togliendo la terra proprio lì dove dovrebbe passare la pista, in altri si sarebbero registrate forti resistenze da parte dei proprietari e delle attività della zona. Indispensabile, quindi, una mega perizia di variante che racchiuda tutte le modifiche necessarie, che però non è ancora sbarcata nel consiglio comunale di Alba Adriatica per la sua approvazione. Anche il dibattito politico albense potrebbe rappresentare un altro scoglio tutt’altro che facile da superare per l'opera. Negli ultimi giorni, inoltre, in municipio si parla della possibilità che tutta la documentazione possa essere vagliata nuovamente dalla Regione, fatto che allungherebbe ulteriormente i tempi necessari per terminare l’iter burocratico. La pista ciclabile è stata infatti finanziata dalla Regione stessa, che per l’opera ha destinato all’Unione Val Vibrata una somma di un milione e 350mila euro. L’opera è anche al centro di uno scambio di carte bollate tra l’ufficio anticorruzione dell’Unione e un gruppo di proprietari ribelli dei terreni, i quali chiedono invano da dicembre copia dei documenti sui lavori, in special modo quelli inerenti la gara di appalto espletata in pochi giorni durante l’estate 2016.
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