Pista ciclabile sul Vibrata Proprietari dei terreni in rivolta

Alba Adriatica, portavoce è il consigliere Falò che annuncia una diffida all’Unione dei Comuni «Approvato il progetto esecutivo prima che il Comune varasse il definitivo, troppe irregolarità»
ALBA ADRIATICA. I proprietari dei terreni su cui sarà realizzato il primo tratto della pista ciclabile lungo il torrente Vibrata non ci stanno. «Norme procedurali violate e mancanza di trasparenza», accusa con durezza il portavoce che rappresenta oltre trenta proprietari, il consigliere comunale di Alba Adriatica Luca Falò, che annuncia una diffida nei confronti dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata.
A far scattare la reazione, le parole con cui pochi giorni fa il delegato dell'Unione Mauro Scarpantonio ha confermato che l'iter burocratico per il percorso cicloturistico da sette chilometri da Alba a Corropoli sarà concluso senza proroghe entro il 30 giugno, scadenza fissata dalla Regione per erogare il finanziamento da un milione e 350mila euro. Spiega Falò: «Nei giorni scorsi l'Unione ha approvato il progetto esecutivo, prima che il consiglio comunale di Alba Adriatica avesse dato il via libera al passaggio precedente del progetto definitivo (l'assise albense è fissata per mercoledì alle ore 10): questa è una vergogna. Inoltre Scarpantonio parla di una gara di appalto già avviata, ma sull'albo pretorio online dell'Unione non c'è. E non è tutto qui, perché nel progetto definitivo che l'Unione ha approvato il 30 maggio, non vengono indicati il parere tecnico dell'ufficio lavori pubblici, il quadro economico e le prescrizioni degli altri enti. Ne cito alcune: il Genio civile che ha chiesto di spostare di quattro metri il percorso per allontanarlo dal fiume, la Provincia che ha prescritto la realizzazione di una sottovia e poi quelle di Beni Ambientali, Autorità di Bacino e non solo. E ricordo che il progetto è stato realizzato con cartografie vecchie che non prendono in considerazione gli spostamenti che ha avuto negli ultimi tempi il percorso del torrente. Tutta la fase delle osservazioni è stata fittizia, mentre diversi passaggi sono stati bypassati».
Quindi l'auspicio per la riunione del consiglio comunale: «L'amministrazione e la maggioranza di Alba Adriatica devono pretendere il rispetto per le procedure e capire i disagi delle famiglie che subiranno la realizzazione della pista ciclabile. Noi non siamo contrari a priori, anzi, ma siamo contrari ad un percorso fatto male e con pochi soldi. Tante infatti sono le criticità che da tempo sottolineiamo». Tra queste, quella di un torrente che nell'entroterra albense non è in sicurezza e potrebbe mettere in pericolo la nuova pista.
Un tema per cui nei giorni scorsi si è speso l'assessore regionale Dino Pepe annunciando 150mila euro di lavori. Risponde Falò: «Apprezziamo lo sforzo, che dimostra come lottare porta risultati. Ma 150mila euro sono davvero pochi e rischiano di rappresentare una goccia nell'oceano anziché una soluzione al problema».
Luca Tomassoni
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