Pittrice uccisa Difesa pronta ad impugnare l’ordinanza bis
GIULIANOVA. La difesa di Giuseppe e Simone Santoleri si prepara ad impugnare anche la seconda ordinanza di arresto, mentre il tribunale del Riesame di Ancona non ha ancora fissato l’udienza per la...
GIULIANOVA. La difesa di Giuseppe e Simone Santoleri si prepara ad impugnare anche la seconda ordinanza di arresto, mentre il tribunale del Riesame di Ancona non ha ancora fissato l’udienza per la discussione del primo ricorso. Padre e figlio ormai da quasi un mese sono in carcere con l’accusa di aver ucciso la 64enne pittrice teatina Renata Rapposelli e di averne occultato il cadavere in una scarpata di Tolentino. Ad emettere la nuova ordinanza, dopo che il gip di Ancona si era dichiarato territorialmente incompetente perchè secondo la Procura dorica la donna sarebbe stata uccisa a Giulianova, è stato il gip di Teramo Roberto Veneziano, su richiesta del pm Enrica Medori. Padre e figlio respingono ogni accusa e al Riesame hanno chiesto la scarcerazione.
Gli avvocati difensori (Alessandro Angelozzi, Gianluca C arradori e Gianluca Reitano) chiedono per il padre, qualora non ci dovesse essere la scarcerazione, la custodia cautelare in una casa di cura o gli arresti domiciliari in considerazione di quelle che i legali definiscono particolari condizioni di salute. Secondo inquirenti e investigatori i due hanno ucciso la donna il 9 ottobre dell’anno scorso quando lei si è recata nella loro abitazione giuliese. E’ successo al termine di una lite scoppiata per questioni economiche, in un contesto familiare di rancore e odio. Poi i due, sempre secondo l’accusa, hanno chiuso il cadavere in una grossa busta, lo hanno nascosto in macchina per qualche giorno, coperto con un grosso scatolone e trasportato fino a Tolentino per liberarsene gettandolo in una scarpata. Ad incastrarli, sostiene l’accusa, le immagini catturate da una telecamera a Porto Sant’Elpidio, intercettazioni e falsi alibi.(d.p.)
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