Più potenti e fatte in casa, le nuove droghe a Teramo

6 Aprile 2016

In un anno in ospedale arrivano 150-200 casi di giovani con disturbi psichiatrici legati all’abuso di cannabinoidi sintetici

TERAMO. Droga, un mondo nuovo che non ruota più attorno ai vecchi stereotipi del tossicodipendente buttato a un angolo di strada o dello spacciatore che vende la dose al riparo da occhi indiscreti. Ora tutto è cambiato: dall’identikit del tossicodipendente, al tipo di droghe, al modo di acquistarle. E agli effetti che causano: all’ospedale di Teramo arrivano in media 150-200 casi all’anno di disturbi psichiatrici correlati all’abuso di sostanze. «Il 70% dei casi di esordio di patologia schizofrenica è ascrivibile all'uso di sostanze. Nella maggioranza si tratta cannabis o cannabinoidi sintentici, il 20% deriva dall’uso di metanfetamine, mefedrone, Salvia divinorum e chetamina. Non sempre riusciamo a individuare la sostanza: spesso l’assuntore non sa qual è». A parlare è Domenico De Berardis, psichiatra e psicoterapeuta del dipartimento di salute mentale diretto da Nicola Serroni, che collabora con Giovanni Martinotti e Massimo Di Giannatonio dell'università di Chieti che si occupano di nuove dipendenze e con Laura Orsolini, psichiatra collaboratrice di Fabrizio Schifano dell'università Hertfordshire il più grande esperto europeo di sostanze di abuso.

Niente più “buco”, dunque, prerogativa della vecchia guardia, e sempre meno eroina. «Prima la droga doveva dare uno stato di atarassia, di abbandono dopo il flash, ora il consumatore cerca lo ballo, l'eccitazione, di non dormire di notte. Determinante l’induzione di gruppo: se ti offrono la pasticca e non la prendi sei un disadattato, vieni messo ai margini», aggiunge De Berardis.

In via di estinzione il pusher, ora i giovani la droga l’acquistano in tre posti. Gli smart shop che vendono droghe ancora non illegali: funghi e misture di erbe, ufficialmente concimi per piante o incensi, che però vengono, ad esempio, fumate. Poi ci sono i distributori automatici delle spice drugs, fino a poco fa ce n'era uno nelle Marche: vendono prodotti con cannabinoidi sintetici. Sono sintetizzati in laboratorio, con una potenza da 10 a 800 volte più del “vecchio” Thc. Il terzo posto è internet. «Si vendono, su vari siti all'estero, sostanze che non sono illegali perchè se ne producono di nuove con una tale velocità che è impossibile stargli dietro. Alcune diventeranno illegali, perchè esiste una tabella ministeriale in cui sono censite quelle proibite, ma ci vuole tempo», spiega De Berardis, «sono quasi tutti cannabinoidi sintetici, che peraltro non sono rilevabili con i drug test in quanto i reagenti non agiscono su queste molecole. C’è poi il “deep web”, il web sotterraneo a cui non si accede tramite i browser normali ma con uno che si chiama Tor: ci si possono comprare anche droghe illegali e ingredienti per farsi le anfetamine da soli in casa. Si trovano i manuali, chiamati “cook books”, che danno istruzioni agli psiconauti per farsi in casa le sostanze».

Che sono una miriade. Dalla “Special K”, la vecchia chetamina che dà uno stato dissociativo con allucinazioni, percezione alterata dalle realtà e provoca le Nde (esperienze vicino alla morte) e danni cerebrali serissimi, induce alla schizofrenia. Usatissima è la “Crystal meth”, metanfetamina in cristalli. Si può fabbricare in casa: si comprano i prodotti base, si fanno bollire e restano cristalli. La caratteristica è che molti assuntori si procurano lesioni sulla pelle, in quanto credono di avere insetti o microrganismi addosso. Molto diffusa fra i giovani è la “Salvia divinorum”, i cui semi si trovano nel deep web: è della famiglia della menta, infatti viene chiamata menta magica, la usavano gli sciamani. Il menu del tossicodipendente continua con la “droga del cannibale”, che dà una fortissima tendenza all'aggressività, anche a mordere. Ma l'ultima frontiera è la desomorfina, il “Krokodil”: fatta in casa con sciroppo per la tosse o pasticche per il raffreddore mischiate a benzine e solventi. Causa una degenerazione della pelle, che diventa maculata come quella del coccodrillo, e poi la necrosi dei tessuti, ma con 2-3 euro ci si droga anche una settimana. Una fra le più famose è la “droga da stupro”, come la Gbl: si scioglie nell'alcol e dà intorpidimento e amnesia.

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