«Più reparti nei tre ospedali periferici»

21 Luglio 2016

Paolucci sottolinea che Giulianova avrà una vocazione cardiologica, Sant’Omero ginecologica e Atri diagnostica

TERAMO. Un piano di riqualificazione del servizio sanitario abruzzese che si pone obiettivi sacrosanti su cui nessuno può eccepire nulla come “gestire il più possibile i pazienti cronici a domicilio” o “riqualificare la rete ospedaliera puntando su sicurezza ed efficienza”. Ci mancherebbe altro.

E’ stato presentato ieri in una conferenza stampa sui generis, convocata alla Asl dai due consiglieri regionali di maggioranza Sandro Mariani e Luciano Monticelli e dall’assessore regionale Dino Pepe in un’aula della Asl con l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci. Se qualcuno si aspettava di capire quale sarà il futuro della sanità abruzzese, per non dire teramana, è rimasto deluso. Paolucci ha illustrato i criteri generali di un’azione che ha portato l’Abruzzo ad essere «la prima regione d’Italia con il riordino della rete ospedaliera approvato dai ministeri della Salute e dell’Economia». Un’azione che, a sentire Paolucci, non comporta tagli: «attorno alla rete ospedaliera abbiamo disegnato l’assistenza senza alcun taglio o sottrazione. Anzi il numero di posti letto in regione è aumentato pure di qualche decina». L’assessore ha contestato anche alcune «dichiarazioni arruffapopolo su un mio rispetto ragionieristico del Dm 70 (quello sugli standard ospedalieri, ndr): se fosse vero negli ospedali di Atri, Sant’Omero e Giulianova ci sarebbero solo i quattro reparti previsti per gli ospedali di base, ma non è così».Anzi, illustra le “vocazioni” dei tre ospedali: per quello di Giulianova l’emergenza cardiaca, per quello di Sant’Omero la specializzazione materno-infantile, per Atri la pediatria (in particolare la fibrosi cistica), l’endocrinologia e in generale la diagnostica.

Paolucci non parla dei pesanti tagli nelle risorse a disposizione delle Asl regionali. A ben guardare sono visibili, anche perchè scritti in rosso, a pagina 61 del suo piano. Già nel 2016 ci sono quasi 38 milioni in meno. Però un indizio lo dà quando parla della necessità di risparmiare per la spesa farmaceutica e nei beni e servizi. Nel primo caso non può essere «che siamo fra le Regioni che spendono di più», nel secondo il problema «sono le spese non ancora standardizzate». Tutto questo si traduce, nel primo caso, in possibili tagli nell’acquisto di farmaci costosi, in primis per curare i malati di cancro e quelli di epatite C, nel secondo in tagli in acquisti di piccole attrezzature o in appalti per servizi. Eppure, precisa Paolucci, solo se si riuscirà a contenere queste spese la Regione acconsentirà a rimpolpare lo scarsissimo personale della Asl di Teramo. Anche se l’assessore sottolinea che quel 10% di ore di assenza al giorno negli ospedali pubblici è davvero troppo: «il tasso di assenza per la legge 104 e per le prescrizioni è cinque volte che nel privato». Solo l’altroieri alla Asl di Teramo sono arrivate 6 richieste. Sono concetti che l’assessore ha ripetuto ai sindacati confederali, che ha incontrato subito dopo la conferenza stampa. Concetti che sommati al diniego a preservare le unità operative complesse in odore di declassamento (a giorni verrà firmato il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera)e al diniego ad evitare l’esternalizzazione dell’assistenza domiciliare integrata hanno portato i sindacati a confermare la manifestazione di protesta di domattina sotto alla sede dell’assessorato regionale a Pescara.

Accanto all’assessore, nella conferenza stampa sui generis, non i tre vertici della Asl: il direttore Roberto Fagnano, quello amministrativo Maurizio Di Giosia e quello sanitario Maria Mattucci sono rimasti defilati, senza dire una parola.

Accanto a Paolucci, invece, Pepe e Monticelli (assente perchè impegnato in Regione il capogruppo Mariani). Entrambi hanno ringraziato Paolucci, dichiarandosi soddisfatti del piano di riordino. Monticelli a dire il vero ha ribadito il dissenso sul taglio del punto nascita di Atri e ha chiesto più personale e attrezzature per la Asl. E Pepe ha auspicato la realizzazione dell’ospedale unico: «le risorse ci sono ed è un obiettivo raggiungibile».

Ad accogliere l’assessore all’arrivo, davanti alla Asl, i genitori dell’associazione “Autismo Abruzzo” che hanno sottoposto a Paolucci la necessità di aprire un centro in Val Vibrata. In particolare gli adolescenti si trovano a non avere la necessaria assistenza. «Si tratta di una patologia che non è trattata con gli strumenti giusti», osservano i genitori, «noi vogliamo il programma riabilitativo Aba. E comunque non esiste un solo autismo, ma gli autismi, per cui ci vorrebbe una struttura in grado di dare diversi tipi di risposte».

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