«Più tasse e spese pazze Pronti allo sciopero fiscale»

Tortoreto, Impegno civico attacca sindaco e giunta e invita alla mobilitazione Rampa: i maggiori incassi da Imu e Tari non sono usati per migliorare i servizi
TORTORETO. «A Tortoreto sono cresciute le tasse per far fronte a spese e conti fuori controllo dell’ente e non ai servizi». E’ questo l’attacco del movimento Impegno civico, che minaccia: «Non escludiamo di proporre a fine anno uno sciopero fiscale ai cittadini se le cose non cambieranno».
E’ durissimo l’attacco del presidente Franco Rampa e degli ex assessori che si sono candidati con lui un anno fa, che mostrano i numeri. Innanzitutto sulla crescita delle tasse: «Dal 2015 al 2018 la Tari è cresciuta di poco meno del 50%, in parte durante la gestione commissariale, in parte l’amministrazione Piccioni. Un esempio: chi pagava 975 euro nel 2015, oggi ne paga 1521. Mentre l’Imu, nonostante l’aliquota sia rimasta invariata, è cresciuta a causa dell’aumento dei valori catastali, come nel caso della zona tra la Statale Adriatica e la ferrovia, dove la tassa per ogni metro quadrato è passata da 250 euro a 308. Aumenti simili persino in zone come Salino e Cavatassi che si stanno spopolando o che hanno problemi con le frane. Si aumenta quindi la pressione fiscale a danno dei cittadini e delle imprese, tra cui quelle turistiche, che dovranno fare i conti anche con l’introduzione della tassa di soggiorno. La situazione è allarmante, come è allarmante il silenzio delle opposizioni in consiglio comunale. Per questo, ci attiveremo con una raccolta firme per rafforzare la nostra richiesta all’amministrazione di cambiare rotta e di dare vita ad un incontro pubblico con i rappresentanti di tutte le categorie per parlare nei dettagli dei conti. Se la situazione non migliorerà, allora saremo costretti a mettere in campo proteste straordinarie». Continua poi l’affondo del movimento guidato da Rampa: «La situazione è vergognosa, anche perché la crescita delle tasse è utilizzata non per un miglioramento dei servizi, bensì per far fronte alla crescita delle spese correnti e a conti comunali fuori controllo. Sul primo caso un esempio su tutti: l’amministrazione di recente ha creato un nuovo settore per la manutenzione con un nuovo dirigente. Al momento quindi sono quattro i dirigenti per l’area tecnico-manutentiva per una spesa di oltre 40mila euro, quando invece comuni limitrofi ne hanno uno solo per tutto questo, spendendo intorno ai 12mila. Sui conti fuori controllo, invece, segnaliamo un esempio che pone forti interrogativi sulla gestione: nessuno nel Comune, nemmeno il revisore dei conti, sembra essersi accorto dell’errata contabilizzazione di alcune somme incassate con i buoni pasto, inserite invece nel calderone degli ammanchi della nota vicenda su cui indaga la magistratura».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

