Più votanti nel capoluogo e sulla costa

Ma Silvi e Martinsicuro sono sotto la media provinciale. Bassa affluenza nelle zone interne. Il record a Torano: 42,7%
TERAMO. Più votanti nei centri costieri, meno in quelli della zona interna, con qualche eccezione nell’uno e nell’altro caso. Questo è stato l’andamento della partecipazione al referendum sulle trivelle che ha fatto registrare nella provincia teramana un’affluenza del 35,41% (in Italia è stata del 31%) con 86.218 votanti su un totale di 243.432 aventi diritto. Di questi 75.140 (pari all’88,45%) si sono espressi per il sì, mentre 9856 elettori (11,6 %) hanno votato no. Il Comune dove si è registrata l’affluenza maggiore è stato Torano Nuovo dove è andato ai seggi il 42,7% degli aventi diritto; il record negativo è quello di Valle Castellana, dove solo il 15,3% degli elettori è andato a votare, facendo peraltro registrare la più bassa percentuale di sì in tutta la provincia: il 78,9%. Bassa affluenza anche in altri paesi dell’interno come Arsita (22,9%), Cellino Attanasio (22,89%) e Cortino (24,69%).
Sulla scarsa partecipazione nei centri dell’entroterra ha probabilmente pesato anche la lontananza dal mare – nel senso che quello delle trivelle forse non è stato visto come un problema di interesse diretto – ma c’è da dire che storicamente, in tutte le elezioni, nei centri interni (dove molti risultano residenti ma abitano altrove) c’è sempre stata una scarsa affezione verso le urne.
Sopra la media l’affluenza registrata nella città capoluogo, dove si è recato ai seggi il 38,4% degli aventi diritto, con quasi il 90% di sì. Sopra la media anche gli altri comuni costieri, ma con le significative eccezioni di Martinsicuro, dove solo il 32,69% è andato ai seggi (88, 9% di sì) e di Silvi con il 30,6% (85,1% di sì). Questa l’affluenza negli altri centri della costa teramana: Alba Adriatica 40,6% (92% di sì); Tortoreto 38,5% (90,3% di sì); Giulianova 38,6% (90,6% di sì), Roseto 38,4% (89,9% di sì); Pineto 36,8% (89,1% di sì). Da segnalare inoltre il 41,4 % di Bellante e il 38,1% di Ancarano.
Il risultato del referendum non ha appassionato particolarmente il mondo politico locale, dal quale non sono arrivate dichiarazioni spontanee tranne quella del coordinatore provinciale di Forza Italia Vincent Fanini, il quale giudica l’affluenza politicamente rilevante: «È stata una prova di responsabilità, di rispetto, di dignità verso il Paese. Gli italiani hanno mandato un segnale forte e chiaro, in contrapposizione con le indicazioni di Renzi e Napolitano. E così pure nel Teramano: pare emblematico se l’affluenza maggiore sia stata registrata in Comuni dove la sinistra governa dal dopoguerra ad oggi». (e.a.)
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