Poche pratiche presentate Ufficio territoriale a rischio
MONTORIO. Sono poche le pratiche di ricostruzione 2009 presentate per il problema della sovrapposizione dei sismi 2009-2016 e così l’Utr di Montorio rischia di chiudere. A dieci anni dal sisma dell’Aq...
MONTORIO. Sono poche le pratiche di ricostruzione 2009 presentate per il problema della sovrapposizione dei sismi 2009-2016 e così l’Utr di Montorio rischia di chiudere. A dieci anni dal sisma dell’Aquila la ricostruzione nei comuni teramani del cratere non decolla. Un problema del quale si è discusso in due distinti incontri che si sono svolti a Montorio.
Martedì sera si sono radunati gli ordini professionali per dibattere la semplificazione delle procedure di ricostruzione per le pratiche interessate dalle legislazioni degli eventi sismici 2009-2016. I tecnici teramani e aquilani hanno presentato all’ottava commissione della Camera un emendamento al decreto sisma 123-24 ottobre 2019 per chiedere una reale svolta a questi procedimenti. «La ricostruzione rischia di avere tempi molto lunghi», lamenta Luigi Santarelli, ex presidente dell’Ordine degli architetti d’Abruzzo e organizzatore dell’incontro, «il problema non di poco conto della sovrapposizione dei sismi e quindi del conflitto delle norme ignorato completamente nel decreto 123 non ci permette di presentare i progetti. Chiediamo una soluzione rapida e la copertura finanziaria degli aggravamenti 2016 che ancora non è stata iscritta in bilancio».
E un tavolo tecnico si è svolto ieri per affrontare il problema delle poche pratiche 2009 presentate all'Ufficio territoriale per la ricostruzione di Montorio, che potrebbe causarne la chiusura. L'ufficio ha ricevuto tra il 1° gennaio e il 31 ottobre solo 24 pratiche dei comuni cratere, delle quali ne sono state ammesse 11; sono stati liquidati 34 Sal e avviate 92 istruttorie per i comuni fuori cratere, con il progressivo ridimensionamento del personale da 13 a 3 unità. Numeri esigui giustificati dalla difficoltà dei tecnici a superare il conflitto delle norme, ma anche in problemi catastali e di abusivismo edilizio. Il direttore dell'Usrc di Fossa Raffaello Fico ha espresso la volontà di far rimanere e potenziare l’ufficio, come richiesto dai sindaci. Per questo si è deciso di avviare un costante dialogo tra l'Utr e i tecnici.
«L’incontro è stato un punto di partenza importante per far sì che ci sia un metodo di lavoro che ci permetta di superare questa empasse», ha commentato Manuele Tiberii, sindaco di Colledara e coordinatore dell’area omogenea 3. (a.d.fel)
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