Pochi posti per i docenti precari Solo un centinaio le cattedre
Scarse anche le immissioni in ruolo degli insegnanti di sostegno. Chi non può entrare deve iscriversi a una graduatoria nazionale senza sapere in quale città andrà a finire. Oggi assemblea della Cgil
TERAMO. Posti di ruolo esigui, cattedre di sostegno insufficienti e una carriera scolastica al bivio: gli insegnanti teramani si scontrano con la riforma della scuola. A questo proposito oggi in città alle 14.30 nella sala polifunzionale della Provincia si terrà un incontro con Anna Fedeli, segretaria nazionale della Flc Cgil. L’appuntamento sarà l’occasione per parlare di assunzioni e supplenze. Martedì scorso all’ex provveditorato si è dato il via alla “fase zero” del piano assunzioni dei docenti e sono state poco più di cento le immissioni in ruolo (15 alle scuole dell’infanzia, 13 alle primarie, 41 alle medie e 40 alle superiori). Al sostegno sono andate invece 75 cattedre (16 all’infanzia, 33 alla primaria, 17 alle medie e 9 alle superiori). «Si tratta di un numero insufficiente a coprire le necessità dei ragazzi disabili o con disturbi dell’apprendimento», commenta Salvatore Coccia, delegato provinciale Cisl scuola. Gli fa eco un insegnante: «Sicuramente si procederà a nuove assegnazioni, ma queste avverranno a scuola iniziata: i disabili che torneranno in classe si troveranno senza sostegno e i docenti con un mese di stipendio in meno».
La fase provinciale delle assunzioni si concluderà domani all'Aquila e martedì 11 agosto a Teramo quando si passerà alla “fase A” che coinvolgerà i docenti del concorso 2012 e gli iscritti alla graduatoria ad esaurimento: nelle due date verranno immessi in ruolo 6 insegnanti all'infanzia, 4 alla primaria, 4 alle medie e 12 alle superiori, mentre per il sostegno ci saranno altri 7 posti alle elementari, 4 alle medie e 1 alle superiori. «Per quanto riguarda i posti in deroga, invece, alla provincia di Teramo ne hanno assegnato solo 7 per le cattedre comuni. Ce ne aspettavamo almeno una trentina», spiega Lucia Di Luca della Cgil provinciale che racconta come ad esempio ci sia bisogno di altri quattro insegnanti solo per le scuole serali. «E ancora nelle scuole alberghiere«, aggiunge, «nelle carceri e per sdoppiare le classi numerose di 34 studenti». Fino al 14 agosto sarà invece attiva la “fase B”, quella che sta mandando in crisi molti insegnanti. «La scelta è tra l’emigrare, in un luogo che sapremo solo il 20 agosto, o il cambiare mestiere, dopo anni di precariato e con famiglie alle spalle», lamentano i professori. I docenti, che non hanno ottenuto la cattedra nelle prime fasi provinciali, possono infatti decidere di iscriversi online in una graduatoria nazionale, inserendo obbligatoriamente l’ordine di preferenza di tutte le province, pena la non accettazione della domanda. Qualora rifiutino il posto assegnato verrebbero depennati per sempre dall’elenco. L’ultima opzione che sta facendo presa anche tra gli insegnanti teramani è quella di non inoltrare la domanda, sperando in cambiamenti con l’anno a venire.
Emanuela Michini
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