Pochi progetti dei privati anche per il cratere 2009

16 Giugno 2020

Il sindaco di Castelli: «C’è un concorso di colpe tra presidenti dei consorzi, tecnici e cittadini». Quello di Colledara: «Si sono persi anni, la normativa complica tutto»

TERAMO. Se i progetti presentati per la ricostruzione 2016-2017 sono pochi, la situazione non è molto diversa per quanto riguarda il terremoto 2009. A evidenziarlo è il sindaco di Castelli Rinaldo Seca che cita i dati del suo comune, dove a rallentare le progettazioni si è inserita anche la questione del terremoto 2016 e del doppio cratere, chiarita successivamente con l'ordinanza 31.
«Per il terremoto 2009 a Castelli, dove il piano di ricostruzione è stato approvato nel 2017», spiega il primo cittadino, «su 15 progetti attesi ne sono stati presentati quattro e tre sono in attesa di integrazione documentale». Una situazione rispetto alla quale Seca si è più volte confrontato con i presidenti dei consorzi, che rappresentano i legali rappresentanti degli aggregati. «Credo ci sia un concorso di colpa tra presidenti di consorzio, tecnici e cittadini», commenta. E se per il 2016 normativa e problematiche sono diverse, anche in questo caso le pratiche presentate sono ancora poche. «È troppo semplice prendersela solo con la burocrazia», conclude Seca, «le cose vanno viste nel dettaglio».
A pesare sui ritardi nella presentazione delle pratiche da parte dei privati c’è anche la diversa scelta che si è fatta a livello normativo, rispetto al sisma 2009, sui danni molto lievi. Molte delle pratiche di abitazioni oggi classificate B, infatti, sarebbero equiparabili alle abitazioni classificate A nel 2009, e quindi agibili, e per le quali furono assegnati ai proprietari contributi fino a 10mila euro per i lavori. «Si tratta di una questione che ho fatto presente più volte», conferma Seca, «in quanto aveva consentito di dare risposte immediate. A Castelli oggi abbiamo diverse B per le quali abbiamo speso più di contributo di autonoma sistemazione di quanto si sarebbe speso per i lavori effettivi».
A confermare come anche le pratiche del sisma 2009 siano ancora poche è il sindaco di Colledara e coordinatore del cratere teramano 2009 Manuele Tiberii. «Per quanto riguarda le problematiche del 2009 credo ci sia un concorso di colpe», sottolinea, «anche se ad oggi quelle di natura burocratica sono superate. I piani di ricostruzione sono stati approvati in ritardo, e questo è colpa delle pubbliche amministrazioni. Poi è arrivato il sisma 2016 e si sono persi tre anni per scrivere le norme di sovrapposizione. Oggi si può cominciare a trasmettere le pratiche, un discorso che riguarda sia i tecnici che i proprietari. I tecnici, soprattutto nel Teramano, hanno pochi soldi in cassa ma tanto lavoro. Si corre un po' dietro ai lavori che portano prima i soldi e quelli per gli aggregati 2009 non arriveranno subito». Tanti, per il sindaco, anche i problemi, a partire da una normativa non semplicissima, che hanno inciso sui ritardi nella ricostruzione 2016. «Come ho detto più volte, se fossimo ripartiti con la normativa del 2009», conclude, «non avremmo avuto queste condizioni».
Intanto, proprio per la ricostruzione 2016-2017 il commissario Giovanni Legnini ha annunciato una proroga per la scadenza della presentazione delle domande per i contributi per danni lievi, fissata al 30 giugno. «Ho chiesto al Parlamento di valutare un’ultima proroga di qualche mese e so che ne stanno discutendo in sede di conversione del decreto Rilancio», ha detto Legnini, che nel caso in cui il Parlamento non dovesse provvedere si è impegnato ad emanare una specifica ordinanza per una proroga al 20 settembre «facendo leva sulla sospensione dei termini che è stata riconosciuta in virtù dell'emergenza Covid».
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