Polemica sul verde, due siluri alla giunta

TERAMO. «E’ il sindaco che deve rispondere delle accuse rivolte dall’assessore all’ambiente Rudy Di Stefano verso la Team e delle inadempienze sul servizio di igiene urbana. Dov’era l’assessore...
TERAMO. «E’ il sindaco che deve rispondere delle accuse rivolte dall’assessore all’ambiente Rudy Di Stefano verso la Team e delle inadempienze sul servizio di igiene urbana. Dov’era l’assessore quando ha votato le delibere di affidamento dei servizi senza aver effettuato alcun controllo?». Accuse durissime rivolge il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto verso l’assessore e il sindaco Brucchi dopo le polemiche e i rimpalli di responsabilità intercorsi in questi giorni con i vertici della municipalizzata su incuria del verde pubblico e cestini stracolmi.
Per D’Alberto si è aperto un problema politico che investe direttamente il sindaco dal momento che Di Stefano, in quanto assessore con delega all’ambiente, ha sollevato contestazioni che vanno a colpire la delega dei rapporti con la Team che invece è detenuta dal primo cittadino. «Le contestazioni mosse da Di Stefano», spiega D’Alberto «sono un vero e proprio atto d’accusa verso il sindaco dal momento che le accuse vanno dai vertici dell’azienda, sino alla qualità del servizio di spazzamento e igiene urbana e infine i mancati controlli. Aspetti che hanno ricadute incisive sia nel Pef che nella Tari: a questo punto è naturale domandarsi dov’era l’assessore quando ha approvato questi affidamenti. Il sindaco non si sente di rispondere a quest’atto d’accusa nella gestione dei rapporti con la Team?». Per D’Alberto saranno ancora i cittadini a pagare lo scotto di problemi interni alla maggioranza, ma il capogruppo getta ombre anche sugli affidamenti con il quale il Comune ha appaltato autonomamente il servizio di manutenzione del verde dopo la riduzione della commessa in capo alla Team. «Con quali criteri sono state individuate e scelte le due ditte che svolgono il servizio per il Comune a partire da lunedì? Non abbiamo notizie in merito».
Sullo scaricabarile tra Comune e Team ha preso posizione anche il consigliere del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini che parla di gestione scriteriata dei soldi pubblici. «Dopo il caos esuberi, solo ora ci si accorge che la Team non si occupa della gestione del verde pubblico pur essendo pagata profumatamente. Il risultato è stato che l’assessore ha dovuto vestire i panni del netturbino e spendere 80mila euro di soldi pubblici per far fare ad altre ditte il lavoro che non fa la Team pur avendo ricevuto dal Comune di Teramo circa 800mila euro annui. Perché dover continuare a versare soldi pubblici ad una società che non riesce ad effettuare i servizi per i quali viene pagata? Perché continuare a pagare stipendi da super-manager a persone che non sono capaci di amministrare nemmeno un’aiuola? E’ ora che i vertici della società e gli amministratori che avrebbero dovuto controllare il suo operato si assumano la responsabilità e lascino il proprio incarico per manifesta incapacità». (m.d.t.)
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