Poli frantumati, corsa a sei

14 Maggio 2017

Mai tanti aspiranti sindaci: è il frutto delle spaccature nelle vecchie coalizioni

TORTORETO. A Tortoreto i poli tradizionali si sfaldano. Prima conseguenza della spaccatura del panorama politico è il proliferare di liste e candidati sindaci: ben 6, il doppio rispetto alle ultime elezioni del 2014, con ben 94 candidati consiglieri all’insegna del rinnovamento.
A raccogliere l’eredità dell’amministrazione Richi caduta un anno fa, ma anche di quella Monti che l’ha preceduta, è sicuramente la lista SiAmo Tortoreto del candidato Domenico Piccioni, vera espressione del centrodestra cittadino, seppur diviso. Anche se Alessandra Richi e Gino Monti non sono direttamente candidati, è qui infatti che si ritrovano in larga misura i partiti di area ed i nomi delle due ultime maggioranze: dallo stesso Piccioni (vice di Monti) ad Arianna Del Sordo, da Lanfranco Cardinale a Dolores Cimini fino a Daniele Marconi, passando per Giorgio Ripani, ex presidente della consulta giovanile e figlio dell’ex assessore Luigi, oltre all’ex assessore provinciale Francesco Marconi, designato ora come possibile vicesindaco. Un altro pezzo del centrodestra è nella lista Tortoreto Civico guidata dall’avvocato Franco Rampa, che schiera gli ex assessori dissidenti che avviarono la crisi della maggioranza Richi: Rosita Di Mizio, Rosella Di Pancrazio e Renato Chicchirichì. In nessuna di queste due liste, come in alcun altra, compare il comitato sotto la cui guida il centrodestra si era riunito nelle ultime due tornate elettorali, quel Tortoreto Sempre che ha aveva avversato Piccioni e scelto Mauro Calvarese come candidato sindaco, ma che negli ultimi giorni ha deciso di tirarsi completamente fuori dalla contesa e non partecipare alle elezioni.
Proprio Calvarese, nelle ultime settimane sembrava vicino a rimpolpare la lista centrista Obiettivo Tortoreto, guidata da Domenico Di Matteo. L’ex sindaco, infatti, ha tentato di espandere l’area centrista e approfittare dello sfaldamento di entrambi i poli tradizionali, attirandone a sé pezzi importanti. Ma se con il centrodestra, almeno all’apparenza, questo non gli è riuscito, con il centrosinistra in parte sì, riuscendo a candidare con lui due esponenti importanti ex Pd come Nicola Ianni ed Enzo Taddeo, entrambi ex amministratori cittadini. Chi nel centrosinistra, invece, dopo lunghi giri (e le voci del tentativo di costruire una lista intorno ad Augusto di Stanislao) è poi tornato sui passi, sembra essere il gruppo di Flaminio Lombi. Nella lista di centrosinistra Uniti per Tortoreto guidata dal vincitore (senza sfidanti) delle primarie Piero Di Nicola, infatti, il cognome Lombi ricompare a sorpresa: a portarlo è Francesca, nipote dell’ex primo cittadino e candidato sindaco del 2014. Insieme a lei, anche il segretario Pd Stefania Barlafante, il suo predecessore Mauro di Bonaventura e i pezzi più a sinistra dell’ultima opposizione in consiglio comunale Mauro Postuma e Roberto Celi.
Il centrosinistra, però, farà a meno del suo capogruppo di opposizione durante l’amministrazione Monti, Nico Carusi, che da tempo ha mollato il Pd ed ora ha fondato una lista apartitica e autonoma dal nome Progetto Tortoreto, che candida anche professionisti ed operatori economici conosciutissimi. Carusi, tuttavia, più che con il centrosinistra, sembra ora duellare con il Movimento 5 Stelle ed il suo candidato Riccardo Straccialini: i due, dopo il fallimento di un flebile tentativo di accordo, ora sgomitano nel fronte di chi vuole un rinnovamento radicale della classe politica cittadina. I due si fronteggiano apertamente anche nel programma, con soluzioni talvolta volutamente opposte ai problemi della città. Con Straccialini c’è anche Claudia Greccioli, che nell’ultimo consiglio comunale aveva surrogato il candidato sindaco grillino del 2014 Luca Palanca.
Luca Tomassoni
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