Poliservice, sul nuovo consiglio è bufera: annunciati due ricorsi

26 Settembre 2021

Dopo un’assemblea durata sei ore è stato escluso Antelli, indicato dal socio privato e da Nereto Laurenzi: «Colpo di mano politico». E vogliono andare al Tar candidati a cui è stato preferito Vagnoni

VAL VIBRATA. Mai era accaduto che sindaci e soci arrivassero a eleggere il nuovo consiglio di amministrazione di Poliservice in modo così burrascoso dopo un incontro-fiume durato quasi sei ore, mai che non si arrivasse all’unanimità e che si rompesse il fronte da sempre unitario dei primi cittadini della Vibrata e di Bellante. Tanto è grave la spaccatura che il socio privato di Poliservice, Abruzzo Servizi, e il Comune di Nereto – ognuno per conto proprio – ricorreranno al tribunale delle imprese dell’Aquila ritenendo illegittimo l’iter seguito per la composizione del nuovo cda. Aleggia poi un altro ricorso, al Tar, da parte di qualche candidato che – insieme ad altri – aveva presentato il curriculum all’Unione di Comuni venendo escluso a vantaggio di Nazzareno Vagnoni, l’uomo indicato dal sindaco uscente di Colonnella Leandro Pollastrelli e sostenuto dall’Unione di Comuni (Nereto escluso), il quale, ora, è componente del consiglio di amministrazione di Poliservice.
Andiamo all’esito dell’assemblea di venerdì. Gabriele Rapali è stato confermato presidente mentre i nuovi componenti sono Enrico Angelini (Sant’Omero), Nazzareno Vagnoni, Emidia Baldini (Nereto) e Alessandra Di Silvestre (Bellante). Nereto si è sfilato non votando la nuova governance e ha portato a casa solo la Baldini e non anche un secondo nome che, a quanto pare, gli spetta di diritto. L’altro nome di Nereto era quello dell’ex presidente e componente del cda appena decaduto, Gianni Antelli, sostenuto anche dal socio privato.
I ricorsi verteranno proprio sull’illegittimità del percorso seguito per la nomina del consiglio di amministrazione, sulla sottrazione di un seggio a Nereto e al socio privato, come pure sulla validazione della prima lista dei candidati presentata anziché della seconda, venuta fuori dopo la riconvocazione dell’assemblea. La procedura d’urgenza davanti al tribunale speciale nasce per evitare che Poliservice resti senza l’organismo di indirizzo, paralizzando l’azienda stessa. E c’è da chiedersi se il nuovo cda che si insedierà giovedì prossimo, visti i preannunciati ricorsi, inizierà ad adottare atti di competenza con il rischio di un pronunciamento favorevole ai ricorrenti e la nullità di quegli stessi provvedimenti. Dunque la battaglia è aperta su quello che qualcuno vede come l’esito di un accordo fra i rappresentanti locali in Regione di Pd e Lega contro Fratelli d’Italia.
Al di là dei tecnicismi relativi a quote societarie, statuto, legge Madia e quote rosa, quello che emerge è lo scisma fra i sindaci che non si era mai verificato. Tuona il sindaco di Nereto Daniele Laurenzi: «In tanti anni non avevo mai assistito a tante forzature, anzi a delle vere e proprie violenze imposte per alzata di mano in quella che più di un'assemblea societaria è parsa un'assemblea di condominio senza amministratore. L'assemblea della Poliservice si è trasformata in una specie di predellino politico: un emendamento / mozione presentato dai sindaci Cosev (e non solo) che apparentemente voleva dirimere la questione della rappresentanza di genere di fatto, invece, si è palesato come lo strumento di una gretta strategia politica e, più grave ancora, come una modifica surrettizia allo Statuto che già prevede il metodo proporzionale elettivo in caso di presentazione di più liste. Alla lista presentata dal Comune di Nereto è stato sottratto un seggio. Non è stata un'elezione del cda ma un procedimento arbitrario e selettivo di nomina, non deciso dalla presidenza ma lasciato votare dalla stessa alla maggioranza relativa dall'assemblea». (red.te)
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