Polo teatrale, progetto entro la metà di maggio: così nasce la nuova sala

8 Aprile 2024

Sarà uno spazio modulare e sostenibile con capienza fino a 500 posti Previsti anche residenze per artisti, laboratori tecnici e aule didattiche

TERAMO . I sondaggi sulle strutture esistenti e sul terreno sono stati completati. Il progetto sarà depositato in Comune entro metà maggio e, salvo imprevisti, per l’inizio dell’anno prossimo il complesso diventerà operativo. Sono i passaggi che scandiscono la nascita del polo teatrale nell’area alle spalle del santuario della Madonna delle Grazie. Promotrice dell’intervento, con un investimento stimato in circa tre milioni di euro, è l’Acs che fino a gennaio ha gestito il cineteatro Comunale. L’operazione lanciata da Abruzzo circuito spettacolo si lega ai lavori di recupero della struttura in centro storico, che non potrà ospitare eventi fino alla riapertura, ma va oltre la semplice individuazione di uno spazio alternativo per il teatro. A sottolineare questo aspetto, delineando il progetto che ha mosso i primi passi e si concretizzerà in una proposta su cui il Comune imposterà la gara d’appalto in estate, è il presidente di Acs Stefano Scipioni.
«Non si tratta solo di realizzare un bis del Comunale, che una volta ristrutturato riprenderà la propria funzione», spiega, «ma di creare uno spazio teatrale a disposizione della comunità che abbia più declinazioni». La sala dunque sarà uno degli elementi che caratterizzeranno il polo al quale, in fase progettuale, sta lavorando un pool di tecnici: l’ingegnere Gianmichele Marcozzi, per gli aspetti strutturali, l’architetto e docente universitario Luca Ruzza, che ha già lavorato a questo tipo di interventi sia in Italia che all’estero e curerà le caratteristiche architettoniche e concettuali, e l’ingegnere Paolo Di Antonio, cui sono demandati i risvolti economici e finanziari dell’intervento. La sala sarà concepita con una capienza modulare fino a circa 500 posti, ma privilegerà le parti sceniche. «Avrà il palco più grande d’Abruzzo posizionato al piano terra e dunque facilmente accessibile per gli allestimenti», evidenzia Scipioni, «con una torre adeguata alle esigenze, più che puntare sul numero di sedute». Il polo, così come concepito da Acs, non sarà solo luogo di rappresentazione ma anche spazio di produzione teatrale. Nell’area di circa tremila metri quadri, che attualmente ospita due capannoni utilizzati come depositi dei mezzi comunali, saranno allestiti anche residenze per artisti che sceglieranno quel complesso per mettere a punto i loro spettacoli, laboratori di falegnameria e di scenotecnica, ma anche una biblioteca, una scuola di teatro che coinvolga le associazioni e le compagnie già operanti sul territorio e anche un asilo e una scuola materna. «Sarà un luogo della comunità, da vivere quotidianamente», fa rilevare Scipioni, «con tanti servizi che applicheranno metodologie didattiche legate ai molteplici linguaggi del teatro». Allo studio c’è anche l’apertura di un collegamento tra il polo e il vicino parco fluviale per sottolineare la connessione tra lo spazio culturale e la natura. Il complesso sarà dotato impianti fotovoltaici e di accorgimenti orientati all’efficienza energetica con l’impiego di tecniche costruttive ecocompatibili. I corpi principali saranno realizzati in carpenteria metallica, limitando le opere in muratura. Queste soluzioni renderanno anche più rapidi i tempi di allestimento delle strutture. Il sistema del project financing cui si riferisce l’intervento richiede un appalto, dall’affidamento del quale la stima è di sei o sette mesi per completare i lavori.
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