Ponte, accuse sul progetto «Avanti al rallentatore»

L’opposizione: «Doveva costare 6 milioni di euro, ma la spesa è lievitata a 8,5» Il consigliere delegato Cardinale: «L’intervento sconta gli errori del passato»
TERAMO . «Il nuovo ponte sul Vomano è un’opera strategica per la vallata, ma non possiamo tollerare dall’amministrazione provinciale una programmazione a tozzi e bocconi: dopo la rescissione del contratto in danno alla Provincia per inadempienze sono stati approvati ben sei progetti, ognuno per un suo pezzettino». A lamentarsi sono i consiglieri provinciali di opposizione de “La casa dei Comuni” il capogruppo Mauro Scarpantonio, Vincenzo D’Ercole, Graziano Ciapanna, Luca Pilotti ed Ernesto Iezzi.
«Il primo progetto per circa 6 milioni di euro non rappresentava l’intero collegamento, ma uno stralcio funzionale», proseguono, «il progetto riguardava solo il ponte la cui opera è stata consegnata a gennaio 2021, ma oggetto da subito di una variante in corso d’opera per circa un milione di euro, la cui approvazione è avvenuta dopo un anno, con un ponte diverso rispetto a quello in gara. Sistemato il ponte viene approvato il progetto dei sottoservizi non contemplati nel progetto iniziale del costo di 425mila euro. Dopo un anno la Provincia con fondi di bilancio affida una prima rotonda per 97mila euro; poi una seconda rotonda per 79.999 euro di somme ministeriali e ora è in corso l’attivazione dei mutui per un ulteriore progetto di 250mila euro che collega il ponte con la prima rotonda verso la statale 150. Il collegamento che doveva costare 6 milioni di euro e che costerà 8milioni e 500mila euro non può considerarsi ultimato" aggiungono "sappiamo che i maggiori costi sono di 1milione di euro, ne mancano ulteriori 1milione e 250mila circa e dobbiamo individuare nel prossimo bilancio le somme necessarie per completarlo in un'unica soluzione e con le opere restanti». Secca la replica del consigliere delegato alla viabilità Lanfranco Cardinale. «Il ponte di Castelnuovo è un progetto sfortunato che non è nato male con noi, ma con la precedente amministrazione che in campagna elettorale decise di abbandonare il progetto già finanziato dalla Regione di sistemare il vecchio ponte, decidendo di farne uno nuovo», afferma, «ma i finanziamenti non erano sufficienti, l’opera subì un fermo di tre anni per il ricorso contro la gara, la Provincia perse e fu costretta a un nuovo affidamento. L’affidatario si accorse, però, che il finanziamento era insufficiente e che il progetto presentava criticità e la Provincia fu costretta a rescindere il contratto e l’opera venne investita anche da una inchiesta giudiziaria nel quale risultava indagato chi oggi ci accusa. Tutto archiviato, ma rimane il fatto che il capogruppo della Casa dei Comuni è consapevole di affermare inesattezze su progetto e gara gestiti da loro, pieni di buchi tecnici e amministrativi. Ho fatto un lungo lavoro di ricucitura», conclude, «per far partire un ponte che, date le premesse, non si sarebbe mai potuto attraversare perché mancava un pezzo e il finanziamento non ne copriva i costi».
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