Ponte Arno, torna al suo posto la scritta “Al Gran Sasso d’Italia”

FANO ADRIANO. “Al Gran Sasso d’Italia - mt. 2912”. La scritta simbolo della montagna teramana è tornata a risplendere ieri mattina a Ponte Arno al bivio di Pietracamela. La stessa dicitura che fino...
FANO ADRIANO. “Al Gran Sasso d’Italia - mt. 2912”. La scritta simbolo della montagna teramana è tornata a risplendere ieri mattina a Ponte Arno al bivio di Pietracamela. La stessa dicitura che fino al giugno scorso spiccava sullo stabile un tempo sede di negozi e tappa fissa per i tanti passanti e turisti conosciuto come la “casa di Luigina” è rinata grazie a una sapiente opera di decalcomania e campeggia sui resti dell’edificio demolito per motivi di sicurezza, emblema di un passato glorioso per l’entroterra. Una cerimonia di inaugurazione presieduta dal neo eletto sindaco di Fano Adriano Luigi Servi alla presenza del prefetto di Teramo Graziella Patrizi, del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, del presidente dell’Ente Parco Tommaso Navarra e del generale dei Carabinieri forestali Davide De Laurentis, e dursante la quale il vescovo Lorenzo Leuzzi ha benedetto la scritta e le tre targhe apposte vicino a essa: una in ricordo di Luigina Trentini che per una vita ha gestito la storica rivendita di sali e tabacchi ubicata nell’edificio demolito, una con il simbolo del Parco e un’altra dedicata a San Gabriele e a San Giovanni Paolo II. L’abbattimento dello stabile, in completo stato di abbandono da anni e pericoloso per l’incolumità pubblica tanto da portare l’Anas a chiudere al transito la corsia dinanzi alla struttura per rischio crollo, era stato deciso dal Comune di Fano pur incontrando il dispiacere dei fanesi e dei pretaroli, con l’obiettivo comunque di riproporre la scritta per non cancellare la memoria identitaria di un posto impresso nella mente di ogni teramano. «Siamo arrivati alla fine di questo percorso realizzando il nostro intento di ripristinare il simbolo della nostra montagna», ha detto Servi, «Il mio messaggio è rivolto a tutte le istituzioni affinché si inizi a lavorare per ricostruire un edificio a servizio della collettività». E non sono mancate le polemiche per il guard-rail posizionato dall’Anas dinanzi ai resti dell’edificio demolito dove ora c’è la scritta. Gli abitanti della zona si lamentano perché ha generato un restringimento della carreggiata creando problemi di viabilità, disagi ai mezzi spazzaneve e pericolo ai pendolari che attendono l'autobus.
Adele Di Feliciantonio
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