Ponte crollato, c’è la super perizia Esperti per trovare i responsabili

11 Luglio 2023

La Procura affida l’incarico a due ingegneri, giovedì l’udienza per dare il via alle prime operazioni Ci sono 10 indagati tra tecnici di Genio civile e Provincia e l’ex presidente dell’ente Di Bonaventura

TERAMO. Sarà una super perizia, disposta nel contraddittorio delle parti con la formula dell’incidente probatorio, a stabilire cause ed eventuali responsabilità per il ponte crollato sul Salinello nella zona di Collerenti, tra Bellante e Sant’Omero. Una tragedia sfiorata nell’Italia del ponte Morandi.
La perizia è quella chiesta e ottenuta dalla Procura che si affida a due consulenti: gli ingegneri Gianfranco Totani dell’università dell’Aquila e Danilo Ranalli di Sulmona. L’ udienza è in programma giovedì davanti al giudice Roberto Veneziano per dare il via a tutte le operazioni necessarie.
L’obiettivo, come si legge nella richiesta di incidente probatorio, è quello di accertare «le cause del crollo, evidenziando eventuali condotte colpose (vizi di progettazione/costruzione, omessa o inadeguata manutenzione), dotate di efficienza causale o concausale rispetto al determinarsi dell’evento, ascrivibili agli indagati e/ ad eventuali terzi».
Nel fascicolo del sostituto procuratore Greta Aloisi ci sono 10 indagati tra tecnici del Genio civile e della Provincia e l’ex presidente dell’ente Diego Di Bonaventura. L’ipotesi di reato contestata a tutti è il 434 del codice penale: «crollo di costruzioni o altri disastri dolosi». «Perché, ciascuno nell’ambito delle rispettive qualità e competenze, per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia», si legge nella richiesta di incidente probatorio, «cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il crollo – da cui deriva pericolo per la pubblica incolumità– del ponte del torrente Salinello avvenuto per effetto dell’erosione del terreno sottostante alla base di appoggio della sua spalla destra (lato Bellante) che ne determinava lo scalzamento».
Il ponte si trova lungo la strada provinciale che da Bellante sbuca sulla Bonifica, nel territorio di Sant’Omero. Il cedimento avvenne a fine dicembre 2022 e nei fatti tragedia sfiorata solo perché accaduta nelle ore notturne e quindi con una riduzione notevole del traffico che fece sì che in quel momento non ci fosse nessuna macchina in transito. La struttura, realizzata negli anni Cinquanta, nel 2018 era stata sottoposta a un intervento di consolidamento delle fondazioni sulla pila a sud, che si trova nel territorio comunale di Bellante. Tra inchieste e perizie resta la rabbia e l’amarezza dei tanti cittadini, soprattutto residenti della zona, che ormai da mesi sono obbligati a percorsi alternativi più lunghi e disagiati per raggiungere i posti di lavoro. Per sollecitare interventi finalizzati a ridurre i disagi dei cittadini il 21 luglio, a Bellante, è in programma un’assemblea indetta dai sindaci di Bellante, Mosciano e Sant’Omero.
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