Ponte crollato, i super periti: «La struttura era pericolosa»

Ultimato il maxi accertamento tecnico del tribunale su cause e responsabilità per Collerenti Nel fascicolo ci sono dieci indagati, a fine mese prevista una nuova udienza davanti al giudice
TERAMO. Un filo conduttore a tenere unite circa quattrocento pagine: «Quel ponte era pericoloso». La super perizia disposta dal tribunale fotografa la realtà di un’altra delle tante strutture che nell’Italia del ponte Morandi finiscono sempre più spesso nelle aule di tribunale. In questo caso al centro dell’ inchiesta c’è il ponte di Collerenti, tra Bellante e Sant’Omero. ll cedimento avvenne a fine dicembre 2022 e nei fatti tragedia sfiorata solo perché accaduta nelle ore notturne e quindi con una riduzione notevole del traffico che fece sì che in quel momento non ci fosse nessuna macchina in transito. Da allora il ponte è chiuso, tra le proteste dei tanti residenti della zona costretti a lunghi giri per gli spostamenti. La super perizia disposta con la formula dell’incidente probatorio dal gip Roberto Veneziano è stata ultimata e qualche giiorno fa riconsegnata dai due periti: gli ingegneri Gianfranco Totani dell’università dell’Aquila e Danilo Ranalli di Sulmona. Per mesi i tecnici nominati dal tribunale, alla presenza dei consulenti scelti dai dieci indagati, hanno svolto svariati sopralluoghi e predisposto anche numerosi carotaggi, ovvero particolari prelievi in profondità di materiale della struttura. Con l’obiettivo, come si legge nella richiesta di incidente probatorio, di accertare «le cause del crollo, evidenziando eventuali condotte colpose (vizi di progettazione/costruzione, omessa o inadeguata manutenzione), dotate di efficienza causale o concausale rispetto al determinarsi dell’evento, ascrivibili agli indagati e/ ad eventuali terzi».
Nel fascicolo del sostituto procuratore Greta Aloisi ci sono dieci indagati tra tecnici del Genio civile e della Provincia e l’ex presidente dell’ente Diego Di Bonaventura. L’ipotesi di reato contestata a tutti è il 434 del codice penale: «crollo di costruzioni o altri disastri dolosi». «Perché, ciascuno nell’ambito delle rispettive qualità e competenze, per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia», si legge nella richiesta di incidente probatorio, «cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il crollo – da cui deriva pericolo per la pubblica incolumità– del ponte del torrente Salinello avvenuto per effetto dell’erosione del terreno sottostante alla base di appoggio della sua spalla destra (lato Bellante) che ne determinava lo scalzamento».
Il ponte si trova lungo la strada provinciale che da Bellante sbuca sulla Bonifica, nel territorio di Sant’Omero. La struttura, realizzata negli anni Cinquanta, nel 2018 era stata sottoposta a un intervento di consolidamento delle fondazioni sulla pila a sud, che si trova nel territorio comunale di Bellante. A fine marzo nuova udienza davanti al giudice.
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