Ponte crollato, è indagato Di Bonaventura

L’ex presidente della Provincia: «Atto dovuto, ma non sono un tecnico. Fiducia nella magistratura»
TERAMO. L’ex presidente della Provincia Diego Di Bonaventura è tra i nove indagati per il crollo del ponte sul Salinello a Collerenti di Bellante. «Io non sono un tecnico», dice l’ex amministratore, «quello che è stato fatto nei miei confronti è un atto dovuto. Piena fiducia nell’operato della magistratura».
Tra gli altri indagati ci sono tecnici della Provincia e del Genio civile. Per tutti l’ipotesi di reato contestata è quella di disastro colposo. Nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Greta Aloisi è entrato un incidente probatorio con la fissazione di una maxi consulenza tecnica disposta nel contraddittorio delle parti che dovrà accertare le cause del crollo e stabilire eventuali responsabilità. Il ponte crollato è quello sul Salinello lungo la strada che da Bellante sbuca sulla Bonifica, nel territorio di Sant’Omero. Un cedimento avvenuto a fine dicembre 2022 e nei fatti tragedia sfiorata solo perché accaduta nelle ore notturne e quindi con una riduzione notevole del traffico che fece sì che in quel momento non ci fosse nessuna macchina a percorrere quel tratto di strada provinciale. La struttura, realizzata negli anni Cinquanta, nel 2018 era stata sottoposta a un intervento di consolidamento delle fondazioni sulla pila a sud, che si trova nel territorio comunale di Bellante.
Secondo una prima ricostruzione fatta all’epoca del crollo a causare il cedimento sarebbe stato un cedimento della spalla sul lato di Bellante. Cedimento, venne precisato in quei giorni dai tecnici della Provincia che in quel periodo aveva avviato dei lavori sulla struttura da tempo sotto controllo, riconducibile non a un crollo della fondazione ma probabilmente a un sovraccarico della stessa struttura oltre i limiti imposti. Sul ponte, così come riporta la segnaletica, è prevista una limitazione di carico a 12,5 tonnellate. Il ponte di Collerenti, proprio per le sue condizioni, è tra le opere inserite dall’attuale amministrazione provinciale in un piano di messa in sicurezza di ponti che prevede l’impiego di 16 milioni di euro assegnati dal ministero dei Trasporti per il consolidamento delle infrastrutture stradali del territorio teramano. (d.p.)

