Ponte di Castelnuovo, c’è un’impresa disponibile

7 Novembre 2019

L’Edistrade, seconda classificata, alla Provincia: pronti a subentrare nell’appalto Il finanziamento scade a dicembre. Intanto la Regione ha avviato l’iter di revoca

TERAMO. Quella per salvare i finanziamenti per il nuovo ponte sul Vomano, tra Cellino e Castelnuovo, è una corsa contro il tempo. Dopo l’avvio, alcuni mesi fa, del procedimento di revoca dei fondi da parte della Regione e le attività messe in campo dalla Provincia per cercare al contrario di ottenere una proroga, su cui ad oggi non si hanno notizie, a sbloccare la situazione potrebbe essere l’iniziativa della Edilstrade Srl, del gruppo Beccaceci.
La ditta, che ha partecipato al bando di quasi 4 milioni di euro per la realizzazione dell’infrastruttura arrivando seconda, nei giorni scorsi ha infatti scritto alla Provincia rendendosi disponibile a subentrare nell’esecuzione dell’appalto alle stesse condizioni proposte dalla società che si era aggiudicata i lavori. «In riferimento alla procedura di gara in oggetto, a cui la scrivente impresa ha partecipato classificandosi in seconda posizione nella graduatoria definitiva», si legge nel documento inviato dalla ditta alla Provincia, «avendo appreso per le vie brevi che l’impresa aggiudicataria ha comunicato la volontà di recedere dall’affidamento, visto il comma 1 articolo 110 del codice degli appalti...l’Edilstrade srl si rende sin d’ora disponibile al subentro nell’esecuzione dell’appalto, alle medesime condizioni proposte dall’aggiudicatario e a soddisfare le esigenze della stazione appaltante in tempo utile». Una nota quella ditta ancora in attesa di risposta.
A giugno la Regione, dopo che la Provincia aveva dovuto prendere atto dell’impossibilità di opporsi all’istanza di recesso presentata dall’Ati Di Eleuterio-Di Sabatino, aveva avviato l’iter per la revoca del finanziamento. E questo a fronte dei ritardi nella realizzazione dell’opera, per la quale in totale erano stati stanziati circa 6 milioni di euro (di cui oltre 2 milioni per la viabilità di accesso), di cui 3 milioni 100mila euro di Fondi Fas che dovrebbero necessariamente essere necessariamente spesi entro il 31 dicembre di quest’anno.L’atto di concessione del finanziamento era arrivato nel 2015 e prevedeva che l’opera fosse realizzata entro dicembre 2017. Ma nonostante il passare del tempo e la concessione di ben tre proroghe da parte della Regione i lavori non sono mai partiti, tanto che a marzo l’Ati che si era aggiudicata l’appalto aveva deciso di recedere dal contratto. Una decisione alla quale la Provincia non si era potuta opporre, con la relativa determina di accoglimento dell’istanza di recesso che aveva confermato tutta una serie di ritardi e superficialità da parte degli enti pubblici interessati alla realizzazione dell’opera. Successivamente la Regione aveva avviato l’istanza di recesso. Resta ora da vedere cosa deciderà di fare la Provincia, anche in base al perimetro fissato dalla Regione. È ovvio, però, che in caso di lavori appaltati ottenere una proroga sarebbe più semplice. (a.m.)
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