Ponte franato da otto anni Laurenzi: «Ci penso io»

14 Maggio 2019

In bilancio stanziati i soldi per pagare un accertamento geotecnico necessario Il sindaco: «Dopo questa relazione spetterà al Genio civile provvedere»

NERETO. Il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, alla latitanza dimostrata dagli altri enti verso la riqualificazione e riapertura del ponte sul Vibrata, risponde prevedendo in bilancio una somma per lo studio geotecnico.
Si tratta di uno studio necessario alla riapertura dell’infrastruttura che collega la zona produttiva di Nereto con l’area agricola di Sant’Omero. Il ponticello che attraversa il torrente Vibrata al confine tra Sant’Omero e Nereto è fuori uso dal 2011 a causa dell’alluvione che portò il corso d’acqua a straripare cambiando parzialmente il suo corso. Di quel ponticello, che collega la zona industriale di Nereto con la campagna santomerese e che è risultato utile ad entrambe le cittadine perché permette di bypassare in parte la Ss 259 e la Sp 8/A, il Genio civile regionale sembra essersi dimenticato. A questo vuole porre riparo il primo cittadino di Nereto che affiderà lo studio geologico. Successivamente il Genio civile dovrà provvedere ai lavori necessari, come è stato fatto per tutti gli attraversamenti fluviali. Infatti, in val Vibrata, è l’unica infrastruttura viaria abbandonata dal post alluvione e risulta essere anche pericolosa perché i cittadini l’attraversano nonostante le ordinanze di chiusura. «Ritengo importante e non più rinviabile iniziare a provvedere al recupero per la riapertura del ponticello per cui ci faremo carico dello studio necessario all’indagine geologica», dice il primo cittadino, «con questa relazione tecnica spetterà poi agli uffici del Genio civile regionale provvedere perché ne ha assegnata la competenza. Faccio appello al collega sindaco di Sant’Omero che s’insedierà dopo le elezioni perché insieme facciamo fronte comune per riaprire al transito il ponticello».
Sul versante santomerese l’amministrazione uscente ha rifatto gli asfalti fermi dalla fine degli anni novanta per cui la riapertura al traffico del ponticello consente di ripristinare un collegamento utile. Urge mettere in sicurezza il parapetto del ponticello, lato monti, che è stato completamente divelto per cui chiunque, affacciandosi dal viadotto, farebbe un volo di non meno di tre metri finendo nel torrente e, ancor peggio, sul pietrisco sottostante. Ma occorre che la Regione, per la propria competenza, faccia la sua parte partendo dal Genio civile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA