Ponte Morandi, c’è ancora un teramano tra i 71 indagati

TERAMO. Continua ad esserci un po’ di Teramo nel maxi procedimento penale aperto dalla Procura di Genova sul crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale collassato il 14 agosto 2018 causando...
TERAMO. Continua ad esserci un po’ di Teramo nel maxi procedimento penale aperto dalla Procura di Genova sul crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale collassato il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone. Tra i 71 indagati c’è l’ingegnere Fulvio Di Taddeo, 62 anni, dirigente di Autostrade per l’Italia. Di Taddeo è originario di Cortino e ha uno studio professionale a Teramo anche se da molti anni risiede a Roma. Il suo legale, insieme a Carlo Marchiolo di Roma (che rappresenta altri dirigenti della società autostradale), è il teramano – notissimo in tutto l’Abruzzo per la sua attività politica – Giandonato Morra.
Morra in questi giorni è a Genova, dove è in corso il secondo incidente probatorio disposto dal gip Angela Nutini. «Il procedimento», dice l’avvocato, «da fuori può sembrare lentissimo, visto che sono passati due anni e mezzo dal crollo, ma vista la sua complessità e il fatto che è stato rallentato dal Covid vi assicuro che non è così. La posizione di Di Taddeo? Al momento il discorso verte sulle possibili cause del disastro ed è così generale che non è possibile ancora calarlo sulle responsabilità individuali. L’incidente probatorio credo si concluderà a marzo, poi ci sarà la conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio della Procura che cristallizzerà le imputazioni. Presumo che entro giugno possa tenersi l’udienza preliminare». Di Taddeo, come quasi tutti gli indagati, è accusato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.(d.v.)
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