Ponte San Gabriele, il Comune: «I lavori stabiliti tre anni fa»

Il vice sindaco Cavallari replica all’Anas sulla gestione dell’opera e sugli interventi post-terremoto: «La riapertura del viadotto è stata tempestiva, il cronoprogramma deciso nel 2020 in prefettura»
TERAMO. La riapertura del ponte San Gabriele, avvenuta mercoledì sera all'esito dei controlli dell'Anas sulla lesione rilevata il due gennaio che aveva spinto alla provvisoria chiusura del viadotto, si è consumata fra qualche polemica tra il Comune di Teramo e la società che si occupa di infrastrutture.
L'Anas in una nota diramata mercoledì per spiegare la natura della lesione aveva fatto delle puntualizzazioni, sia sulla gestione del ponte che sui lavori post sisma che sono in corso, che spingono l'assessore Giovanni Cavallari a una replica.
La società aveva precisato che il viadotto è del Comune e il cantiere prevede interventi da parte di Anas che l'ente non poteva eseguire. «La riapertura del ponte da parte del Comune è stata tempestiva: appena ricevuta la relazione dall'Anas, abbiamo proceduto col ripristino della viabilità. E questa è una buona notizia per tutti: si tratta di un collegamento importantissimo per la città e il fatto che sia sicuro e transitabile è un bene», commenta l’assessore Cavallari, «sulla proprietà del ponte e sui lavori per il miglioramento sismico che il Comune non avrebbe voluto fare devo precisare e ricordare che in una riunione in prefettura nel 2020, convocata proprio dall’allora prefetto Patrizi, si decise chi faceva cosa e chi stanziava i fondi per mettere in sicurezza il ponte che aveva problemi molto importanti. Si decise in quella sede che i soldi li avrebbe messi la Protezione civile e la stazione appaltante sarebbe stata Anas, anche perché non si trovavano più i progetti e le vecchie documentazioni sui quali fare valutazioni», conclude Cavallari.
I lavori di miglioramento sismico in corso sul ponte, fermi da qualche tempo, riprenderanno la prossima settimana per terminare a luglio. Sono iniziati nel giugno 2020, dovevano essere completati 180 giorni dopo. Ma, come spiegato da Anas, sono apparsi particolarmente complessi ed hanno richiesto più tempo del previsto. Lunedì scorso in prefettura, nella riunione convocata per fare il punto sulle condizioni della struttura e sulla gravità della lesione scoperta la mattina, è stato deciso che Comune e Anas concorderanno un cronoprogramma degli interventi per giungere alla fine dei lavori con disagi minimi per i cittadini.
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