Ponte San Gabriele, è sparito il progetto

Per questo sono necessari i carotaggi (che partono oggi) prima di eseguire la ristrutturazione da tre milioni di euro
TERAMO. Ponte San Gabriele sta per essere sottoposto a un profondo intervento di ristrutturazione, ma del suo progetto originario si sono perse quasi del tutto le tracce. L’unico documento recuperato dai tecnici del Comune, nella ricerca propedeutica alla pianificazione dell’intervento che sarà finanziato dalla Protezione civile con tre milioni di euro e realizzato dall’Anas, risale al 1962 e cita l’autore dell’elaborato progettuale.
Quell’atto, trovato tra gli scaffali dell’Archivio di Stato, lo attribuisce a Giulio Krall, ingegnere e matematico che lavorò per conto della compagnia Ferrobeton progettando tra l’altro la metropolitana di Milano, il ‘ponte di mezzo’ a Pisa e i viadotti dell’autostrada del Sole. Dei suoi disegni per la struttura teramana, che fa parte del tratto urbano della statale 80, non ne resta nessuno o almeno non ne sono stati trovati nel corso delle recenti indagini. Così, per avere dati certi sulla composizione e quantità di materiali utilizzati per costruire ponte San Gabriele, è stato necessario pianificare carotaggi sia sulla carreggia che sui piloni da cui è sorretta.
I rilievi, alla presenza di tecnici comunali e vigili urbani per smistare il traffico, erano in programma per ieri dalle 9 alle 12. La ditta incaricata però, stando a quanto riferito dall’amministrazione, non aveva tutta l’attrezzatura indispensabile per prelevare i campioni di materiali e dunque l’operazione è stata rinviata alla mattinata di oggi. I carotaggi permetteranno di acquisire informazioni utili anche sul deterioramento della struttura, logorata da sollecitazioni del traffico e dagli agenti atmosferici ma anche dalle ripetute scosse di terremoto che si sono susseguite tra fine 2016 e inizio 2017. Per questo, dopo i primi accertamenti nel periodo dell’emergenza sismica, la Protezione civile ha innalzato il livello di priorità, tra le opere da realizzare sul territorio nazionale, del consolidamento del ponte, stanziando il finanziamento per i lavori.
«Di questa struttura sappiamo solo che è stata costruita agli inizi degli anni ’60», sottolinea l’assessore al governo del territorio Stefania Di Padova, «e i carotaggi sono indispensabili per completare la progettazione dell’intervento». Nella recente riunione tra Comune e Anas che ha sbloccato l’intervento, dopo un lungo tira e molla sull’attuale proprietà del ponte, è stato fissato in sei mesi il periodo necessario per completare gli adempimenti burocratici che precederanno l’apertura del cantiere. Il mancato ritrovamento del progetto originario lascerà comunque un rimpianto. «Considerato chi ne è stato l’autore», conclude Di Padova, «quella documentazione avrebbe avuto un notevole valore storico e tecnico».
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