Ponte sul Calvano, dubbi sulla sicurezza

7 Agosto 2018

Il M5S di Pineto: «Manca l’analisi del rischio». Verrocchio: «È di competenza della Provincia che ha eseguito le opere»  

PINETO. La sicurezza del territorio accende lo scontro tra l’amministrazione comunale di Pineto e il Movimento 5 stelle. Il primo affondo è del consigliere d’opposizione Santino Ferretti. «Nell’ultimo consiglio, in risposta a una nostra interrogazione la maggioranza ha ammesso candidamente», fa sapere, «che i lavori fatti sul Calvano, con il rifacimento del ponte Zappacosta a Borgo Santa Maria e il rialzo delle sponde tra i ponti della Ss 16 e di via De Titta non sono stati analizzati dal punto di vista della pericolosità idraulica».
Il grillino pone un’altra questione. «Cosa dire della vicenda del mattatoio Comunale, di cui l’amministrazione ha da poco ufficializzato la dismissione, dopo che per lo stesso erano stati spesi oltre 250mila euro per la messa a norma?». La stessa cosa, secondo lui, si è verificata per la realizzazione del canale scolmatore a Scerne, con lavori finanziati e subito bloccati. «Alla luce di quanto sentito nell’ultimo consiglio in merito agli interventi sul Calvano», afferma il consigliere, «abbiamo intenzione di informare la Prefettura e la procura della Repubblica». Non tardano ad arrivare le risposte del sindaco Robert Verrocchio ai problemi denunciati dal rappresentante grillino. «Stupisce constatare come il Movimento 5 stelle non abbia saputo cogliere il senso delle nostre parole in risposta alle interrogazioni affrontate e voglia solo spendersi in inutili e vuote polemiche»,contrattacca, «i lavori fatti sul Calvano, con il rifacimento del ponte Zappacosta a Borgo Santa Maria e il rialzo delle sponde tra i ponti della Ss 16 e di via De Titta sono opere portate avanti dalla Provincia di Teramo, ente preposto anche all’analisi idraulica delle stesse». Il primo cittadino chiarisce che non c’è stata alcuna «irresponsabilità e incompetenza da parte della nostra amministrazione neppure per gli altri temi sollevati come il mattatoio comunale e la questione della realizzazione del canale scolmatore a Scerne». Nel primo caso ci sarebbe stata «solo un’attenta analisi delle alternative legate alla necessità di provvedere alla delocalizzazione dell’impianto», mentre nel secondo si tratterebbe di «tempi da attendere per ragioni tecniche». La decisione di delocalizzare il mattatoio, spiega Verrocchio, è legata all’annosa problematica degli allagamenti dello stesso. «La stessa compagnia assicurativa che spesso si trova a risarcirci per i danni provocati dall’acqua ci invita a spostarlo», osserva, «per ora useremo i proventi del risarcimento per dismetterlo e ci stiamo già adoperando per organizzare un tavolo tecnico con i Comuni limitrofi per lavorare a una coprogettazione al fine di realizzare un nuovo mattatoio a spesa congiunta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA