Ponte sul Vibrata, nuova strategia

10 Febbraio 2016

Ricostruzione rinviata, per ora lavori di manutenzione e riapertura temporanea

ALBA ADRIATICA. Cambia la strategia sulla ricostruzione del ponte di legno sul Vibrata, chiuso perché pericolante: ora si prospetta una costosa manutenzione straordinaria per riaprirlo temporaneamente entro l’estate, rinviando la ricostruzione definitiva annunciata dai due Comuni interessati. La notizia è contenuta in un atto di indirizzo politico con cui nei giorni scorsi la giunta di Alba Adriatica, presieduta dal sindaco Piccioni, ha dato mandato all’ufficio lavori pubblici di dare il via all’iter per «l’esecuzione di lavori che assicurino l’immediata riapertura del ponte di legno sul torrente Vibrata attraverso un intervento di consolidamento strutturale», e, solo successivamente, «la rapida predisposizione di un progetto preliminare per la ristrutturazione del ponte di legno in via definitiva».

Nello stesso documento, curiosamente datato alla mezzanotte del 5 febbraio, la giunta albense conferma di aver preso la decisione insieme al Comune di Martinsicuro. Il nuovo documento rappresenta quindi un completo dietrofront rispetto a quanto dichiarato solo pochi giorni prima. oso. La chiusura del ponte ciclopedonale per gravi problemi strutturali è infatti avvenuta l’11 gennaio, dopo un sopralluogo del governatore Luciano D’Alfonso, delll’assessore regionale Dino Pepe e dei sindaci Tonia Piccioni e Paolo Camaioni. Enorme il possibile danno turistico per Alba e Martinsicuro. Così lo stanziamento promesso di 400mila euro per la ricostruzione del ponte da parte della Regione è arrivato solo 24 ore dopo, il 12 gennaio, insieme alla notizia che il progetto definitivo per l’opera era già pronto e che mancava solo la gara d’appalto. «Confido nel fatto che l’opera venga riconsegnata per la stagione estiva», dichiarava lo stesso giorno la Piccioni, escludendo costosi lavori temporanei di manutenzione straordinaria. Come si scopre oggi nel documento albense, però, i due Comuni ci hanno ripensato dopo solo sette giorni, il 19 gennaio, richiedendo ad un tecnico il preventivo per lavori per la riapertura temporanea e «la progettazione preliminare di un intervento di ristrutturazione del ponte», fase che viene prima rispetto a quella della progettazione definitiva.

Il primo a polemizzare, ora, è il capogruppo di opposizione albense Luca Falò: «Si faranno degli interventi tampone tanto per far passare l’estate buttando altri soldi, come già fu per il primo intervento di consolidamento del 2014 costato trentamila euro, senza che si intraveda una soluzione definitiva».

Luca Tomassoni

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