Ponte sul Vomano La Provincia chiede chiarezza al Tar

TERAMO. Non sono bastati nove mesi di battaglia legale per stabilire chi dovrà costruire il nuovo ponte sul Vomano. L'opera, destinata a rimpiazzare la vecchia struttura esistente nella zona, è d'imp...
TERAMO. Non sono bastati nove mesi di battaglia legale per stabilire chi dovrà costruire il nuovo ponte sul Vomano. L'opera, destinata a rimpiazzare la vecchia struttura esistente nella zona, è d'importanza strategica per il collegamento tra Castlenuovo e l'area di Cellino Attanasio, ma resta bloccata da un ricorso al Tar e da pronunciamenti discordanti del consiglio di Stato.
Tanto che la Provincia, titolare dell'appalto affidato avviato circa un anno fa e destinataria dei sei milioni di euro di fondi regionali per concretizzarlo, si accinge a rivolgere un'ulteriore istanza al tribunale amministrativo finalizzata a sbloccare la procedura. L'ente guidato da Renzo Di Sabatino, infatti, resta in bilico tra il giudizio sospeso sul ricorso presentato da una delle ditte escluse dalla gara e due diffide che mirano a risultati opposti. La prima è stata firmata dall'associazione temporanea d'imprese (Ati) formata da Di Eleuterio e Di Sabatino, che pur avendo presentato l'offerta economicamente più vantaggiosa era stata esclusa dall'affidamento per non aver indicato nella proposta i cosiddetti "oneri per la sicurezza". L'altra, depositata dalla Cisa appalti, a cui era stato assegnato l'incarico nonostante fosse finita terza nella graduatoria di gara, sollecita l'amministrazione a procedere con la sottoscrizione del contratto ritenendo ormai esaurii i termini della sospensiva concessa dal Tar ai ricorrenti.
A paralizzare la procedura è stato il doppio pronunciamento, di segno opposto, del consiglio di Stato sulla causa di esclusione dell'Ati Di Eleuterio-Di Sabatino. Il massimo organo della giustizia amministrativa, infatti, dapprima ha ritenuto la mancata indicazione degli "oneri per la sicurezza" determinante per la completezza dell'offerta e dunque per il suo accoglimento, inducendo così la commissione chiamata a valutare le offerte per il ponte sul Vomano a orientarsi in questo senso, salvo poi ribaltare la sua valutazione e sostenere la tesi opposta. Su quest'ultimo pronunciamento poggia la diffida da parte dell'Ati Di Eeluterio-Di Sabatino, che si è affidata allo studio legale Pelillo chiedendo di essere riammessa alla gara. La Provincia, però, non vuole correre il rischio di ulteriori impugnazioni che prolungherebbero i tempi di avvio dei lavori e per questo preme sul Tar. «All'inizio della prossima settimana invieremo un'istanza per sollecitare la fissazione dell'udienza definitiva», spiega Renzo Di Sabatino, «e chiederò anche un incontro al presidente del tribunale amministrativo». In caso di ulteriore inerzia il presidente assicura che «l'amministrazione è pronta comunque a intervenire». (g.d.m.)
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