Ponte sul Vomano, nuova polemica

24 Maggio 2019

Di Gianvittorio accusa dei ritardi i sindaci di Cellino e Castellalalto

TERAMO. Torna a far discutere il nuovo ponte sul fiume Vomano, da realizzare tra i comuni di Cellino Attanasio e Castellalto. Stavolta a sollevare la questione dei ritardi è il consigliere regionale Toni Di Gianvittorio. «Una filiera che avrebbe garantito il coesistere di ben due ponti sul Vomano e oggi, a distanza di anni, siamo praticamente rimasti con zero ponti», dice il consigliere, che aggiunge: «Qualcuno ha anche provato a gettare fango sul neoeletto presidente della Provincia Diego Di Bonaventura che, in questa vicenda ha potuto solo ed esclusivamente rimediare ad errori pregressi di immobilità politica e amministrativa». Per Di Gianvittorio è importante non perdere i finanziamenti già ricevuti e realizzare l'opera nel più breve tempo possibile, così com'è d'obbligo accertare le responsabilità del ritardo. «Sarò il capofila di questo movimento», dice il consigliere regionale, «sicuro di avere alle mie spalle tutti i cittadini che da troppo tempo si sentono presi in giro; è per questo che chiedo ai due sindaci interessati, Giuseppe Del Papa e Vincenzo Di Marco, un incontro pubblico per spiegare a tutti i motivi che hanno portato questi due paesi ad uno dei momenti più brutti della loro storia».
La replica dei due sindaci non si è fatta attendere. «Le considerazioni del consigliere Di Gianvittorio sono una vera e propria strumentalizzazione in vista delle elezioni locali di domenica», dicono Di Marco e Del Papa. «Le criticità che hanno determinato la fase di stallo da marzo scorso ad oggi sono relative al fatto che la ditta che aveva vinto l’appalto ha rinunciato. Quindi non c’è nessuna responsabilità dei sindaci di Castellalto e Cellino Attanasio, perché notoriamente gli organismi politici non si occupano di gare di appalto e affidamento dei lavori». I sindaci aggiungono che circa due mesi fa, dopo la decisione della Provincia di concedere il recesso alla ditta, avevano chiesto un incontro ufficiale al presidente dell'ente, che non avrebbe ancora risposto ufficialmente. «L’uscita di Di Gianvittorio è solo un attacco elettorale, mettendo in difficoltà il presidente della Provincia», dicono Di Marco e Del Papa, che invitano il consigliere ad occuparsi di «questioni attinenti alla Regione, come il mantenimento del finanziamento. Se dovesse venire meno questo, allora davvero ci sarà una sollevazione popolare della vallata del Vomano». (c.d.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.