Pontile disastrato Inizia l’iter per metterlo a posto

Roseto, l’università dell’Aquila accerterà se è ancora solido Il Comune potrebbe chiedere un finanziamento regionale
ROSETO. Il pontile sarà presto ristrutturato. Il consiglio comunale ha infatti votato una risoluzione per far sì che vengano messe in atto tutte le iniziative utili a realizzare l’intervento: dalla ricerca dei fondi necessari, alla verifica delle reali condizioni dell’opera. Così, l’amministrazione comunale ha deciso di coinvolgere l’università dell’Aquila, cui è stato affidato il compito di studiare la staticità della struttura. Contemporaneamente sono stati ripresi i progetti originari, realizzati da Elicio Valentini, ed è stato sentito anche il responsabile dell’impresa che realizzò l’opera, Fernando Iaconi, il quale ha ricordato che il pontile poggia su pali immersi sott’acqua per 16 metri.
Solo dopo aver ricevuto i dati raccolti ed elaborati dall’università aquilana, il Comune potrà stabilire che tipo di lavori effettuare, cioè se basterà una semplice sistemazione o se le condizioni di staticità del pontile sono tali da rendere necessario un intervento più radicale. In entrambi i casi a occuparsi della progettazione saranno i tecnici comunali, ai quali spetterà il compito di dare una nuova veste architettonica al pontile, studiando l’utilizzo di eventuali materiali alternativi, così come un nuovo modello di illuminazione. Una fase altrettanto importante sarà quella del reperimento dei fondi necessari, anche in questo caso secondo il tipo di intervento da realizzare. Se si tratterà di un restyling, infatti, il Comune potrebbe farcela in parte con fondi propri, altrimenti sarà attivata la procedura di richiesta di un finanziamento alla Regione.
Intanto le condizioni di degrado del pontile, una delle ultime opere pubbliche dell’amministrazione Ragnoli, sono da tempo sotto gli occhi di tutti, tanto che per un periodo l’amministrazione comunale ha deciso almeno di coprire alla vista i punti più degradati attraverso un telo appoggiato al parapetto. Quello che balza subito agli occhi è il deterioramento del cemento, ormai talmente sbriciolato che affiorano ben visibili i ferri arrugginiti dell’armatura. Il pericolo maggiore è che qualcuno inavvertitamente possa sbattere contro gli spuntoni di ferro procurandosi delle pericolose ferite. Inoltre la salsedine ha eroso anche le pesanti ringhiere piazzate a intervalli regolari lungo la balaustra, attaccando soprattutto le cerniere che le tengono fissate al cemento, tanto che alcune di esse sono ormai sul punto di staccarsi completamente, il che comporterebbe altri gravi rischi per chi inavvertitamente si appoggiasse senza accorgersi delle condizioni delle ringhiere. Federico Centola
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