Pontile e Villa, i cantieri sono ancora fermi al palo

Intoppi burocratici nelle pratiche per la sistemazione dei due simboli della città Per l’opera sulla costa rimpallo tra ministero, Capitaneria e Provveditorato
ROSETO. È una faccenda burocratica infinita quella relativa al pontile di Roseto, che rischia di far slittare ulteriormente l'inizio dei lavori.
«Giovedì scorso mi ha scritto il ministero tramite il senatore Luciano D'Alfonso», spiega il vicesindaco Simone Tacchetti, «comunicando di non poter ancora emettere il nulla osta perché manca un documento della Capitaneria, che a sua volta la aspetta dal Provveditorato alle opere pubbliche. Solleciteremo l'accelerazione di questo iter affinché possano iniziare i lavori il più presto possibile». La ditta Ubaldi costruzioni infatti è pronta a partire con i lavori, e li avrebbe già potuti iniziare a novembre scorso. Non si può più aspettare perché il pontile, simbolo della città di Roseto, è deteriorato in più punti sulla balaustra in cemento e, soprattutto, i pali di sostegno sono logori da tempo.
La prima parte dei lavori, per un importo di 591.300 euro, riguarderà proprio i pali di sostegno e, di conseguenza, si dovrà lavorare in acqua. Verranno messi in sicurezza i pali visibilmente logorati e la parte sottostante, anch’essa precaria: si agirà prima sull’esterno dei pali, scavando in acqua e togliendo la parte ammalorata, poi si rivestiranno gli stessi pali con un cemento speciale resistente all’acqua per garantirne la stabilità. Verranno trapanati nella parte superiore per inserire una struttura in acciaio all’interno, e inoltre i trafilati in acciaio inseriti al centro dei pali saranno collegati tra loro con piastre saldate in modo da creare una struttura unica per una maggiore sicurezza. Per gli altri interventi, ovvero una nuova pavimentazione e l’illuminazione, occorrono ulteriori risorse.
Per quanto riguarda la villa comunale, altro simbolo della città, è ancora tutto fermo nonostante l'accordo tra il Comune e la Dag costruzioni avvenuto ormai un mese fa: la ditta, per il blocco del cantiere di due anni e mezzo, a dicembre 2019 aveva richiesto al Comune un risarcimento danni di circa 160mila euro e, dopo un braccio di ferro durato un anno, anche grazie al dirigente Marco Scorrano arrivato a novembre, si è raggiunta un’intesa bonaria con l’atto di transazione, con il quale il Comune risarcisce la ditta con 65mila euro. La ditta a inizio febbraio aveva fatto un sopralluogo, e Tacchetti aveva assicurato che «entro metà febbraio i lavori sarebbero ripartiti». Ad oggi però la situazione è quella di sempre, con i cancelli della villa chiusi (a parte l’ingresso aperto su via Venezia riservato alla biblioteca), il cantiere bloccato e i giardini interdetti alla cittadinanza.
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