Ponzano, la terra scivola di oltre un metro al giorno

Nella frazione di Civitella arrivano gli esperti della Protezione civile nazionale A Castelnuovo di Campli cede una scarpata: in quaranta lasciano le case
CIVITELLA DEL TRONTO. La disperazione è nei volti di chi da un giorno all’altro ha dovuto lasciare la propria casa. Perchè la terra continua a cedere a Ponzano di Civitella come a Castelnuovo di Campli.
A Ponzano la frana non dà tregua: gli esperti dicono che avanza di un metro e mezzo al giorno travolgendo edifici e strade. «Sono arrivati i tecnici della Protezione civile nazionale», spiega il sindaco Cristina Di Pietro, «e hanno stabilito la necessità di avviare da subito un monitoraggio con dei sensori. Prima di prendere qualsiasi altra decisione è necessario avere dei dati tecnici che solo gli esperti ci possono dare».
Intanto il numero delle ordinanze di sgombero cresce: ieri un’altra facendo così arrivare ad ottanta i residenti che sono dovuti andare via. Perchè la terra continua a scivolare a valle in una corsa che non sembra conoscere ostacoli. «Era una situazione monitorata da tempo», dice il primo cittadino, «ma poi qualche giorno fa si è aggravata fino ad arrivare alla drammaticità di queste ore». Perchè Ponzano oggi è devastata: le abitazioni, anche quelle più recenti, sono danneggiate in più punti con lesioni evidentissime in varie parti. E non solo. Molti edifici si sono letteralmente spostati, come se fossero continuamente spinti in avanti. La strada provinciale 8 che attraversa il centro abitato è sprofondata di circa quattro metri, ma la situazione è destinata a peggiorare visto che la frana non si arresta e anche le vie interne al centro abitato sembrano percorsi di guerra.
A Castelnuovo di Campli il sindaco Pietro Quaresimale ha firmato dieci ordinanze di sgombero ma è un numero destinato ad aumentare. Perchè anche qui, come a Ponzano, la terra continua a franare: una scarpata sta letteralmente scivolando a valle. «Le ordinanze di sgombero», dice il primo cittadino, «riguardano abitazioni che sono già state danneggiate dal terremoto e che ora rischiano di subire ulteriori danni dalla frana che continua ad avanzare». Quaranta le persone che, fino ad oggi, sono state costrette ad andare via. Il primo cittadino ha chiesto l’intervento della Protezione civile nazionale. «Si tratta di un dissesto molto grave», conclude, «certamente per affrontarlo ci vogliono fondi che un piccolo Comune non ha».
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