Ponzio, test sierologici a tutti i dipendenti

28 Aprile 2020

Nell’azienda di Pineto da oggi scatta il piano di sicurezza in vista della ripartenza di lunedì prossimo

PINETO. «L'accordo sulla sicurezza firmato alla Ponzio dimostra che, se c'è la volontà, non si deve essere per forza multinazionali con migliaia di dipendenti per fare cose importanti»: le parole di Mirko D’Ignazio, della Fiom Cgil a raccontare realtà diverse. Come quella dell’azienda metallurgica di Pineto, la Ponzio Aluminium, che, nel programmare la ripartenza all’insegna delle misure di sicurezza per dipendenti, clienti e fornitori, ha inserito l’esecuzione di test sierologici per tutto il personale. Test che saranno eseguiti a partire da oggi in una tenda sistemata all’ingresso dello stabilimento di Pineto che occupa più di duecento dipendenti. «Va sottolineato che l’iniziativa di questa azienda può essere considerato un unicum per l’Abruzzo e per il panorama nazionale», dice il sindacalista, «i test sierologici per tutto il personale rappresentano una misura per garantire sicurezza dei lavoratori e tenuta produttiva che va oltre decreti e protocolli».
In una nota l’azienda annuncia che la ripartenza è fissata per lunedì 4 maggio, giorno in cui per i dipendenti inizierà il servizio di misurazione della temperatura corporea prima dell’entrata. I lavoratori saranno distanziati secondo norme nella zona produzione mentre nelle altri uffici sono state collocate, laddove ciò si è reso necessario, barriere in plexiglass per evitare ogni contatto. Le entrate allo stabilimento saranno tutte fornite di tappeti batteriologici per le suole delle scarpe e dispositivi lavamani. «Dal 23 marzo fino al prossimo 4 maggio è il periodo più lungo vissuto dalle quattro generazioni che si sono susseguite nella gestione dell’azienda», dice Emilio Ponzio, amministratore delegato dell’azienda, «Il primo trimestre 2020 era stato un trimestre positivo per la nostra azienda. Per lo stop abbiamo subito perdite per quasi nove milioni di euro di fatturato. Parallelamente alla nostra chiusura è scattata quella dell’edilizia. Il mercato italiano quindi sarà al nostro fianco mentre all’estero abbiamo perso alcune commesse. La ripartenza non sarà semplice ma abbiamo puntato sulla sicurezza sul posto di lavoro e faremo di tutto per recuperare quanto perso». E l’azienda si appella alla Asl a cui chiede «tempi brevi per le risposte diagnostiche fondamentali per non inficiare il lavoro programmato ed eseguito prima dal comitato Covid nato all’occorrenza».(d.p.)
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