Porta droga al marito in carcere, bloccata

La polizia penitenziaria scopre anche un telefono cellulare nascosto nella cella di un detenuto
CASTROGNO. Nuovo allarme nel carcere teramano di Castrogno e nuovo appello dei sindacati alle istituzioni. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno bloccato una 28enne entrata per un colloquio con il convivente a cui avrebbe dovuto consegnare hascisc e cocaina che aveva nascosto nelle parti intime.
La donna è stata scoperta e denunciata, mentre l'uomo, una volta saputo quanto accaduto, ha devastato diversi arredi della sezione in cui è detenuto, tentando anche di aggredire gli agenti. La denuncia arriva dal Sappe che evidenzia anche come la polizia penitenziaria abbia scoperto e sequestrato anche un telefono cellulare nella cella di un altro detenuto a Castrogno. «La pur significativa carenza organica del penitenziario di Teramo», commenta in una nota il segretario generale del Sappe, Donato Capece, «viene colmata dalla grande professionalità degli uomini e delle donne della polizia penitenziaria, che hanno posto in essere queste operazioni. La polizia penitenziaria è quotidianamente impegnata nell'attività di contrasto all'introduzione di telefoni cellulari e alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Nonostante la previsione di reato prevista dal codice penale per l'ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da uno a quattro anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all'uso dei telefoni cellulari e degli smartphone».
Per il Sappe è «ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la polizia penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi».
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