Porta rubata al Bataclan, chiuse le indagini

13 Gennaio 2022

È coinvolto anche il titolare del casolare di Sant’Omero in cui venne ritrovata l’opera di Banksy

TERAMO. I magistrati francesi chiudono le indagini sul furto della porta del Bataclan, quella ritrovata in un casolare di Sant’Omero e poi tornata in Francia in attesa di essere ricollocata nel teatro dove “La ragazza triste” di Banksy ricorderà per sempre le vittime dell’attentato.
L’inchiesta, nel frattempo passata alle autorità di Parigi, continua a dettare la cronaca con quella che è una sorta di chiusura delle indagini anche se nell’ordinamento francese l’avviso di conclusione non è come quello previsto dal nostro codice. La chiusura delle indagini viene fatta dal giudice istruttore che chiede il parere (non vincolante) del pm. Successivamente, una volta ottenuto il parere, decide se prosciogliere, mandare a giudizio, stralciare e conferma le ipotesi di reato per gli indagati. Nell’indagine è coinvolto un imprenditoreitalo-francese di Tortoreto (assistito dall’avvocato Luca Di Edoardo) accusato di ricettazione: si tratta del proprietario del casolare di Sant’Omero in cui nel giugno del 2020 venne ritrovata l’opera realizzata in memoria delle vittime dell’attentato terroristico del 2015.Il passaggio dell’inchiesta in Francia, maturato nell’ambito di quelle che sono le linee guida introdotte e applicate ormai da anni con il nuovo diritto europeo, è stato all’epoca condiviso dai magistrati in considerazione, soprattutto, del fatto che sia il reato del furto sia quello della ricettazione sono stati entrambi consumati in territorio francese e quindi, da un punto di vista giuridico, di competenza di quella autorità giudiziaria che nel luglio del 2019 ha arrestato nell’Alta Savoia sei cittadini magrebini accusati di furto, associazione per delinquere e ricettazione della porta del Bataclan. A marzo l’imprenditore è stato sentito dalle autorità francesi in un lungo interrogatorio che si è svolto in videoconferenza e ha ribadito quanto già detto in precedenza ai carabinieri: non sapeva che quel pannello di ferro fosse la porta rubata al Bataclan e avrebbe fatto solo una cortesia al magrebino conosciuto dopo che in alcune occasioni aveva dormito nella sua struttura e che anche altre volte gli avrebbe lasciato in custodia degli oggetti destinati alla sua casa parigina. (d.p.)
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