Porta rubata del Bataclan, il pm chiede 3 anni per l’imprenditore

11 Giugno 2022

TERAMO. È con una richiesta di condanna a tre anni che il pm chiude la sua requisitoria per l’imprenditore di Tortoreto nel cui casolare venne ritrovata la porta rubata al teatro Bataclan, quella con...

TERAMO. È con una richiesta di condanna a tre anni che il pm chiude la sua requisitoria per l’imprenditore di Tortoreto nel cui casolare venne ritrovata la porta rubata al teatro Bataclan, quella con l’opera di Banksy a ricordare le vittime dell’attentato terroristico.
G.P,, 59 anni, titolare di un B&B, in questi giorni è a processo davanti ai giudici del tribunale di Parigi con l’accusa di ricettazione. Con lui ci sono sette cittadini francesi, all’epoca arrestati in alta Savoia, accusati a vario titolo di furto e ricettazione. Per loro il pm ha chiesto pene che vanno dai sei anni per il presunto ideatore del colpo a tre anni. Per l’imprenditore di Tortoreto la Pubblica accusa ha chiesto tre anni con sospensione di 18 mesi senza l’arresto immediato (cosa prevista dal sistema francese in caso già di condanna di primo grado).
Il 59enne, nel corso dell’interrogatorio di giovedì mattina, ha ribadito quanto già sostenuto in precedenza davanti agli inquirenti: non sapeva cosa fosse quel pannello nè che fosse stato rubato. Ha detto di aver fatto una cortesia a un cittadino francese che conosceva da tempo e che già in passato gli aveva lasciato delle sue cose in custodia per qualche tempo. Aspetto quest’ultimo sottolineato dal difensore dell’uomo, l’avvocato Luca Di Edoardo, che nella sua arringa ha specificato, deponendo a supporto foto e altro materiale, come più volte in passato l’amico avesse lasciato nel garage dell’imprenditore beni acquistati in Italia per poi portarli nella sua casa parigina.
L’imprenditore, nella sua audizione di giovedì, inoltre, si è scusato spiegando nuovamente che solo una volta arrivato nella caserma dei carabinieri ha scoperto cosa fosse e quale valore simbolico avesse quella porta. La sentenza non è contestuale: sarà emessa tra qualche settimana.
Il passaggio dell’inchiesta in Francia, maturato nell’ambito di quelle che sono le linee guida introdotte e applicate ormai da anni con il nuovo diritto europeo, è stato all’epoca condiviso dai magistrati dei due Paesi in considerazione, soprattutto, del fatto che sia il reato del furto sia quello della ricettazione sono stati entrambi consumati in territorio francese e quindi, da un punto di vista giuridico, di competenza di quella autorità giudiziaria che nel luglio del 2020 (un mese dopo il ritrovamento della porta a Sant’Omero) ha arrestato nell’Alta Savoia i sette francesi.(d.p.)
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