Portati a Roseto i profughi di Faiete
Circa trenta rifugiati sono ospitati da ieri nel residence Felicioni. Il Comune: «Siamo stati informati all’ultimo momento»
ROSETO. Trenta profughi africani sono arrivati ieri mattina a Roseto, alloggiati nel residence Felicioni. Sono gli stessi che erano ospitati in un’ex fungaia a Faiete di Rocca Santa Maria e che, dopo le loro proteste, sono stati spostati perché l’edificio non è stato ritenuto idoneo. La notizia circolava da tempo in città, pur non confermata, ma l’ufficialità è giunta solo nella serata di martedì, come riferito da fonti interne al Comune, quando cioè il questore di Teramo ha telefonato al sindaco Enio Pavone informandolo dell’arrivo dei 30 immigrati.
«Noi eravamo all’oscuro di tutto», dice infatti l’assessore alle politiche sociali, Alessandro Recchiuti, «personalmente ho appreso la notizia solo questa mattina (ieri per chi legge, ndr) e devo dire che sono rimasto molto sorpreso. Mi hanno riferito che si è trattato dell’iniziativa di un unico operatore turistico privato, quindi fuori dal progetto ministeriale Sprar (sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, ndr), cui peraltro abbiamo aderito ospitando già a Roseto degli immigrati nella massima riservatezza».
Quindi un’operazione messa in atto all’insaputa del Comune, almeno secondo quanto riferito dall’assessore. “Siamo stati completamente baipassati», ribadisce infatti Recchiuti, «perché si tratta di un’iniziativa al di fuori di un progetto organico, che peraltro ci comporta notevoli difficoltà». L’assessore non nasconde una certa preoccupazione per come dovrà essere gestita la questione. «Avrei gradito essere informato per organizzare l’accoglienza», continua infatti Recchiuti, «ignoro quanti siano, da dove vengano e per quanto tempo resteranno a Roseto. Inoltre a tuttora non so se si tratta di famiglie, quindi se sia necessario prevedere l’ingresso a scuola di eventuali minori. E per l’assistenza sanitaria? Insomma, una serie di domande cui nessuno al momento ci ha fornito delle risposte». Una situazione tutt’altro che facile da gestire, senza sottovalutare l’aspetto della sicurezza. «Cosa faranno tutto il giorno queste persone?», aggiunge Recchiuti. «Ci saranno fornite le risorse per gestire il loro tempo?». Il Comune è quindi totalmente privo di informazioni ufficiali in merito, tranne che la fase dell’accoglienza è stata voluta ed è gestita da un privato che ha semplicemente risposto a un bando avanzando un’offerta per l’ospitalità degli immigrati. Una versione cui però non credono tutti. «Il silenzio del Comune è censurabile» sostiene infatti Luigi Felicioni, commissario cittadino del Fronte Nazionale, «è assolutamente grave che la cittadinanza non sia stata informata di quanto sta accadendo in queste ore perché non credo affatto che l’amministrazione comunale non ne fosse al corrente. Sono curioso di sapere cosa pensa la Destra sociale rosetana di tutto questo».
«Fa piacere che anche Roseto dia il proprio contributo, anche se per un gruppo minimo di immigrati», è invece il commento di Marco Borgatti, esponente della sinistra rosetana, «a ospitare persone in difficoltà provenienti da Paesi alle prese con problemi enormi. Senza considerare che si tratta pur sempre di un’opportunità di lavoro per gli operatori che mettono a disposizione le proprie strutture ricettive».
Ferico Centola
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