Post-sisma, 13 milioni all’ateneo per il rilancio dell’agroalimentare

Il commissario Castelli incontra rettore e preside di Bioscienze per fare il punto sulle progettazioni Mastrocola: «Soldi preziosi per completare le opere avviate col Masterplan e assumere personale»
TERAMO. «Grande sintonia». Così il commissario alla ricostruzione post-sisma 2016 Guido Castelli ha commentato in un post l’incontro avuto ieri mattina a Teramo con il rettore dell’Università teramana, Dino Mastrocola, e il direttore del dipartimento di Bioscienze, Enrico Dainese. «Insieme», scrive Castelli, «abbiamo passato in rassegna le proposte che saranno il cuore del futuro centro europeo Agro-BioServ, finanziato con 13 milioni dal Pnc (piano nazionale complementare, ndr) sisma. Il tema agricoltura e agroindustria è decisivo per il rilancio dell’Appennino centrale, è dunque necessario creare le giuste condizioni di sviluppo e di applicazione degli studi scientifici». Secondo il commissario «grazie alla capacità di sviluppo degli atenei del centro Italia, che hanno dimostrato coesione e maturità», agricoltura e agroindustria «potranno rappresentare uno dei motori della riparazione e dello sviluppo del cratere».
Il rettore Mastrocola spiega così il progetto di cui lui e Dainese hanno parlato ieri con Castelli: «Le quattro regioni del cratere sismico 2016 hanno avuto un finanziamento, grazie a un accordo sia politico che accademico, per essere sedi ognuna di un polo di eccellenza: e Teramo è stata individuata come sede di un polo agroalimentare che dovrà interfacciarsi con le altre Università delle quattro regioni che si occupano di materie affini. Con il commissario abbiamo fatto un punto della situazione sulle progettazioni e discusso su come far fruttare questo investimento per rilanciare il più possibile l'agrolimentare nei territori del sisma».
Agro-BioServ, in realtà, non è un progetto che nasce ora. È stato infatti finanziato già nel 2014, insieme alla riqualificazione dell’ex manicomio, dal Masterplan. Il grosso dei 18 milioni stanziati all’epoca è destinato alla realizzazione della seconda stecca di Veterinaria a Piano d’Accio, per la quale ci sarà una gara d’appalto europea e nel frattempo è in corso un’interlocuzione con la Regione per avere più fondi, visto l’aumento dei prezzi dei materiali edilizi registrato negli ultimi anni. Il resto dei fondi Masterplan è destinato alla realizzazione di impianti pilota (uno di vinificazione, un frantoio e un caseificio) nella ex mensa di Coste Sant'Agostino e a un laboratorio di medicina traslazionale con sede nel campus: opere per le quali sono già state chiuse le manifestazioni d'interesse e devono iniziare i lavori. Mastrocola spiega: «I 13 milioni ulteriori del Pnc sisma coinvolgono il completamento dell'ex mensa e dell'attigua ex casa dello studente, struttura rimasta al grezzo, servono a riempirle di attrezzature e a fare un investimento sul personale che dovrà farle funzionare. Per ora sarà a tempo determinato: dopo il 2026, alla scadenza del Pnrr, si vedrà se si potrà stabilizzare. Nell'ex casa dello studente ci saranno anche un incubatore di startup e un centro di documentazione internazionale su normativa e diritto ambientale e alimentare».
La domanda è d’obbligo: il centro Agro-BioServ può rilanciare il settore agroalimentare in Abruzzo? Mastrocola replica: «Sono convinto di sì. Adesso ci sono i percorsi formativi ad hoc, abbiamo i progetti con le aziende, potenziamo le strutture. C'è, insomma, la condizione migliore possibile. Quello che manca ancora è la consapevolezza dei giovani che il settore potrebbe essere una miniera d'oro e quindi va scelto come investimento formativo e professionale. Ora questo settore ha bisogno di imprenditorialità, più che di lavoratori dipendenti».
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