Post-sisma, c’è la stima dei danni: per Teramo servono 713 milioni

21 Agosto 2022

Il report del commissario Legnini fissa, per la prima volta dopo sei anni, interventi e costi necessari Capoluogo ottavo nella classifica dei centri più colpiti. Nel cratere abruzzese conto da oltre 2 miliardi

TERAMO. La ricostruzione post-sisma in città costerà oltre 713 milioni di euro. È la stima definitiva dei danni provocati a Teramo dal terremoto del Centro Italia. A indicarla è il report presentato dal commissario Giovanni Legnini alla vigilia del sesto anniversario della prima terribile scossa, nella notte tra il 23 e il 24 agosto, che diede il via alla tragica sequenza nelle aree appenniniche di quattro regioni – Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio – fino a gennaio dell’anno dopo. Sono passati sei anni, ma finora un conto preciso di interventi e costi necessari, tra pubblico e privato, non era stato ancora fatto.
quanto costa il sisma
Il dato indicato nel rapporto fissa a 26,5 milioni di euro la cifra necessaria per sanare le ferite aperte dal terremoto. Le recenti congiunture negative legate a caro bollette e aumento dei prezzi delle materie prime inducono la struttura commissariale a prevedere una spesa che, a conti fatti, si attesterà a non meno di 30 miliardi. Di questi, poco più di due miliardi sono destinati ai 23 Comuni che rientrano nel cratere abruzzese tra le province di Teramo e L’Aquila. La somma sale a oltre tre miliardi se si considerano, come fa il report, anche i centri meno colpiti non ricompresi nell’area della prima emergenza. In tutta la regione sono stati censiti 7.906 interventi necessari, di cui 4.207 finanziati con più di 1,2 miliardi e 3.699 ancora da avviare, per un importo di 1,9 miliardi.
la triste classifica
Nella graduatoria dei Comuni più danneggiati dalle scosse Teramo, con i suoi 713 e rotti necessari per pagare 1.035 interventi, si colloca all’ottavo posto. Nel calcolo, che comprende anche edifici, infrastrutture pubbliche, Amatrice risulta la più colpita con danni per 1,35 miliardi. Al secondo e al terzo posto figurano Camerino, con quasi 1,2 miliardi, e Norcia, cui serviranno in totale 1,16 miliardi. Il report isola i dati riferiti alla sola ricostruzione privata che in totale costerà 19,6 miliardi, destinati a salire a circa 22 considerando anche i progetti del cosiddetto Superbonus rafforzato. In testa rimane Amatrice, con 1,2 miliardi di euro di danni, seguita da Tolentino (950 milioni), Camerino (896 milioni), Norcia (831 milioni), Ascoli Piceno (712 milioni), Arquata del Tronto ( 632 milioni), San Severino Marche (575 milioni) e Teramo (412 milioni).
IL CRATERE ABRUZZESE
Il capoluogo è il centro più colpito in Abruzzo. Nel cratere sismico del territorio regionale è seguito da Civitella con danni stimati in 171,5 milioni per 406 interventi, e Campli che necessita di 131,6 milioni da destinare a 382 progetti. Tra i comuni aquilani, il terremoto ha lasciato le ferite più profonde a Montereale, dove serviranno 609 interventi, per 165,1 milioni di euro. Segue Campotosto con 178progetti e 75,8 milioni da spendere. Nel Teramano interventi consistenti sono previsti anche a Valle Castellana, che necessita di 98,9 milioni da destinare a 326 cantieri, tra pubblici e privati, e Torricella Sicura, dove servono 86,7 milioni per 274 opere da realizzare.
il punto sulle chiese
Il rapporto presentato da Legnini si sofferma anche sugli edifici di culto. La situazione delle chiese è illustrata nei dettagli, comune per comune, indicando cosa è stato fatto e quello che ancora manca. In particolare, per Teramo risultano finanziati otto interventi che hanno impegnato 5,34 milioni di euro. All’appello ne mancano ancora 22 per 19 milioni. Altri dati significativi riguardano anche in questo caso Valle Castellana, con sette progetti avviati, per 1,79 milioni, e 12 da far partire che comporteranno una speda di 3,18 milioni. A Crognaleto sono stati finanziati due progetti per 630mila euro, ma ne restano nove da far partire con 6,18 milioni, mentre a Montorio sono stati avviati otto interventi per 2,65 milioni e ne rimane sono uno inevaso per 550mila euro.
LA RELAZIONE DEL COMMISSARIO
Il calcolo inserito nel report è evidenziato da Legnini nella relazione che accompagna i dati di una ricostruzione ormai avviata a pieno regime. «In tale consolidato contesto, per la prima volta, il rapporto può dare finalmente conto della definizione ormai compiuta della stima del danno riferita alle tre categorie ricostruttive, privata, pubblica e chiese, disciplinate dalla legge speciale post-sisma», spiega il commissario, «si è trattato di un lavoro non semplice, portato avanti da professionisti e uffici tra fine 2021 e la prima metà del 2022, di puntuale censimento del numero e della consistenza di tutti cantieri che dovranno ancora essere finanziati, progettati e conclusi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA