Post-sisma, contributi illegittimi: sfollato cita il Comune in giudizio

29 Agosto 2023

L’ente gli ha tolto l’aiuto economico e chiede la restituzione di 7.200 euro versati fino ad aprile 2022 La moglie del beneficiario è proprietaria di una casa affittata, ma lui non vuole perdere il sostegno 

TERAMO . Deve restituire gli aiuti economici per i danni causati dal sisma, ma non ci sta. Finisce in tribunale il contenzioso tra uno sfollato e il Comune per il contributo di autonoma sistemazione (Cas) riferito alle conseguenze del terremoto del Centro Italia. Secondo l’amministrazione la somma, che ammonta a 7.200 euro, è stata incassata illegittimamente dal beneficiario. Quest’ultimo, però, è di tutt’altro avviso e oltre a non voler rendere i soldi incassati nella fase immediatamente successiva alle scosse di sette anni fa chiede l’importo corrispondente ai contributi che l’ente non gli ha versato da maggio dell’anno scorso. La vicenda riguarda il proprietario di un’abitazione, dichiarata inagibile a novembre 2016, costretto al trasloco. Il Comune gli ha riconosciuto il diritto al Cas, ma nel frattempo è emerso che la moglie del beneficiario risulta proprietaria di un appartamento affittato. Il contratto era stato stipulato ad agosto del 2016, poche settimane prima dell’avvio della sequenza sismica, con validità biennale.
Secondo il Comune dunque, sulla base di quanto previsto dalle ordinanze della Protezione civile che disciplinano l’assegnazione dei contributi, a fine luglio del 2019 l’affitto non doveva essere prorogato e lo sfollato con la sua famiglia avrebbe dovuto trasferirsi nell’abitazione di proprietà tornata nella sua disponibilità. Il contratto di locazione, invece, è stato rinnovato tacitamente e il proprietario della casa inagibile ha continuato a ricevere il Cas fino ad aprile dell’anno scorso. A quel punto gli uffici comunali, accertata la situazione relativa all’altro alloggio disponibile, ha sospeso i pagamenti, chiedendo la restituzione della cifra versata da agosto del 2019 fino a quel momento. Lo sfollato destinatario della revoca del contributo ha impugnato il provvedimento, ritenendolo non corretto, e ha citato il Comune in giudizio. L’udienza è fissata per il 18 settembre.
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