Post-sisma, ospedale e stadio: i candidati svelano i loro piani

Faccia a faccia davanti alle telecamere di Rete 8, polemiche e progetti per la città del futuro
TERAMO. Il presente e il futuro della città al centro del confronto elettorale, andato in onda ieri sera su Rete 8, tra i tre candidati sindaco di Teramo. A condurre la tribuna elettorale il direttore Carmine Perantuono; a sollecitare gli sfidanti il giornalista del Centro Gennaro Della Monica. In studio il sindaco uscente Gianguido D’Alberto, pronto al bis sostenuto da cinque liste civiche, Pd e Cinque Stelle; Maria Cristina Marroni, in corsa con tre civiche e Carlo Antonetti, che conta sull’appoggio di due civiche e liste di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia con Noi Moderati. A rompere il ghiaccio una domanda sul civismo che caratterizza i tre candidati: per D’Alberto una questione di continuità col suo percorso, un modello che «è cresciuto diventando un laboratorio regionale». Antonetti ha sottolineato come la sua candidatura sia nata da un appello civico e si traduce con «mettere i cittadini al centro, aprire le porte di ogni casa e capire quali sono i veri problemi della famiglie». Marroni ha spiegato di aver raccolto l’invito dei “suoi” consiglieri comunali e di rappresentare «con forza il mondo della scuola» nel quale lavora da anni.
RICOSTRUZIONE
Il post-sisma ha portato il dibattito elettorale nel vivo. A Teramo ci sono 700 famiglie fuori dalle proprie case e tanti edifici pubblici in attesa dei cantieri. D’Alberto ha ricordato l’inaugurazione della scuola di Villa Ripa, sottolineando come le difficoltà nella ricostruzione pubblica siano state legate al fatto che «per quattro anni abbiamo lavorato con misure ordinarie, solo dopo sono arrivate le ordinanze speciali» grazie alle quali la ricostruzione ha cambiato passo. L’esempio è il Municipio per il quale «è in consegna il progetto». Ha infine ribadito come il patrimonio comunale sia stato finanziato con 100 milioni per la ricostruzione». Per Antonetti la scuola di Villa Ripa rappresenta un piccolo risultato rispetto «alle tante scuole del centro e agli edifici pubblici dove nulla è stato fatto». Secondo lui è necessario in Comune personale dedicato alla ricostruzione. Marroni ha sottolineato le differenze tra Teramo e realtà vicine colpite dal sisma, come Ascoli Piceno. «Se ci guardiamo intorno vediamo come i risultati siano ben diversi», ha detto ricordando come già nel 2019 da vice di D’Alberto sentisse parlare di «scuola jolly che oggi ancora non c’è».
IL NUOVO OSPEDALE
Le diecimila firme raccolte in città a favore del mantenimento del Mazzini a Villa Mosca fanno della questione “nuovo ospedale” tema caldissimo soprattutto dopo che la Regione ne ha deliberato la realizzazione a Piano d’Accio. Per Antonetti «si deve parlare del contenuto più che del contenitore» e ha puntato il dito contro l’amministrazione uscente che «ha scelto di non scegliere, delegando alla Asl una scelta così importante: questo modo di fare va azzerato», ha aggiunto spiegando che a decidere devono essere i cittadini e il consiglio. Netta la posizione di Marroni: «Un candidato sindaco deve dire chiaramente se vuole l’ospedale a Villa Mosca o a Piano d’Accio e motivare», ha detto riconfermando la posizione che la vede per il mantenimento del sito di Villa Mosca anche per ragioni di consumo del suolo e infrastrutture stradali di Piano d’Accio inadeguate. Da D’Alberto il sì al nuovo ospedale di secondo livello e il no «allo spostamento del Mazzini, come già sostenuto in occasioni anche pubbliche di confronto sul tema», ha detto ricordando come manchino i fondi per il progetto di Piano d’Accio e invocando il ritiro della delibera regionale.
il CENTRO STORICO
Antonetti ne critica decoro e scarsa attrattività, immagina il rilancio partendo dal piano particolareggiato e dalla modifica della convenzione dei parcheggi. Anche per Marroni il sistema parcheggi è da affrontare subito e per rinverdire l'attrattività contempla un assessorato ad hoc. D'Alberto riavvolge il nastro, invitando a ricordare la città del 2018 e a guardarla oggi: eventi strutturati a Natale e d’estate e recupero di spazi culturali. Ha citato l'Arca, il teatro romano, la pinacoteca e ancora il mercato coperto dove è partito il cantiere e il teatro comunale dove ci sono fondi e progetto pronti.
IMPIANTI SPORTIVI
Soprattutto gli stadi hanno tenuto banco: Marroni e Antonetti criticando il modo in cui l'amministrazione ha gestito i rapporti col privato nel caso del Bonolis, e l'assenza di interventi per il recupero nel caso del vecchio Comunale. Entrambi hanno garantito impegno per risolvere i due fronti aperti. D’Alberto ha replicato spiegando come per il Bonolis dopo «i disastri con la passata convenzione, abbiamo affrontato la nuova nell'interesse pubblico» e ci sia in corso un arbitrato. Sul Comunale ha detto che sono stati recuperati fondi e quindi si può avviare la riqualificazione.
GLI APPUNTAMENTI
Rinviata in extremis la visita del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto che oggi avrebbe dovuto arrivare nella sede di Antonetti per sostenere la sua candidatura. Domani alle 17.30 il deputato e segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni sarà nel quartiere generale di D’Alberto con il candidato Michele Raiola della civica “Teramo vive”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

